Bitcoin si è mantenuto vicino a 77.000 dollari nella mattinata di domenica, mentre l'allentamento delle tensioni in Medio Oriente ha innescato un ampio rally risk-on. Il recupero ha seguito un calo di 24 ore a 74.277 dollari dopo che i prezzi del petrolio sono crollati in seguito ai segnali di de-escalation da Washington.
Trump rallenta i colloqui sull'accordo con l'Iran
Il presidente Trump ha detto ai rappresentanti di non affrettare i negoziati nucleari con l'Iran. Ha definito i colloqui 'in corso in modo ordinato e costruttivo'. Il petrolio era salito sopra i 110 dollari a maggio in mezzo alle tensioni. È chiaro che la posizione del presidente ha influenzato direttamente i mercati energetici questa settimana.
Il petrolio subisce il colpo più forte
Il Brent greggio è sceso del 4,44% a 98,90 dollari. Il West Texas Intermediate è calato del 4,61% a 92,10 dollari. I futures sulla benzina sono scesi del 4% e il gasolio da riscaldamento del 3,2%. Il gas naturale è stato più stabile, in calo solo dello 0,61% a 2,88 dollari. I trader si sono mossi rapidamente non appena il premio geopolitico ha iniziato a scomparire.
L'Asia guida il rally degli asset rischiosi
Il Nikkei 225 del Giappone ha superato per la prima volta quota 65.000. Il balzo dell'indice ha rispecchiato il calo del petrolio e il rimbalzo di Bitcoin. È il segno più chiaro che i mercati globali hanno legato la volatilità del petrolio ai rischi mediorientali questo mese. Il tempismo non è ideale per le aziende energetiche che avevano scommesso su prezzi elevati sostenuti.
Le criptovalute seguono il movimento generale
Il mantenimento di Bitcoin sopra i 77.000 dollari è avvenuto mentre gli asset rischiosi miglioravano su tutta la linea. Il minimo di 24 ore a 74.277 dollari ha seguito il picco del petrolio sopra i 110 dollari. Nessuno si aspettava che entrambi si invertissero così rapidamente quando la Casa Bianca ha parlato. Non è la prima volta che la geopolitica scuote le criptovalute quest'anno.




