Steve Eisman, l'investitore che ha scommesso contro il mercato immobiliare prima del crollo del 2008, ha dichiarato che non sarebbe scioccato se Tesla e SpaceX finissero per fondersi. Il suo commento arriva mentre gli indicatori di mercato mostrano che la domanda per un'offerta pubblica iniziale di SpaceX ha già superato i 250 miliardi di dollari.
L'investitore di 'The Big Short' si esprime
Eisman, noto per il suo ruolo nell'operazione 'The Big Short' che gli ha fatto guadagnare una fortuna, ha detto ai giornalisti che non sarebbe sorpreso da un'alleanza tra le due società guidate da Elon Musk. Tesla, il produttore di veicoli elettrici, e SpaceX, l'azienda privata di voli spaziali, condividono Musk come amministratore delegato ma operano in modo indipendente. Eisman non ha specificato quale forma potrebbe assumere una fusione o quando potrebbe avvenire, ma la sua osservazione aggiunge una nuova dose di speculazione a una narrazione che circola tra gli investitori da anni.
La domanda per l'IPO di SpaceX supera di gran lunga le aspettative
Gli stessi indicatori di mercato che hanno attirato l'attenzione di Eisman suggeriscono che l'appetito per una quotazione di SpaceX sia enorme. Stime ufficiali indicano un portafoglio ordini superiore a un quarto di mille miliardi di dollari, una cifra che la renderebbe una delle più grandi IPO della storia se si concretizzasse. SpaceX non ha confermato pubblicamente alcuna tempistica per la quotazione, e Musk ha precedentemente dichiarato che la società potrebbe attendere fino ad avere una missione regolare su Marte prima di quotarsi. Tuttavia, l'enormità della domanda indica che Wall Street è ansiosa di ottenere una fetta del costruttore privato di razzi.
Cosa potrebbe significare una fusione
Combinare Tesla e SpaceX creerebbe un vasto conglomerato industriale che spazia tra auto, batterie, satelliti e viaggi spaziali. La capitalizzazione di mercato di Tesla si aggira attualmente sui 500 miliardi di dollari, mentre SpaceX è valutata circa 150 miliardi di dollari nelle transazioni private. Un'entità fusa varrebbe ben oltre mezzo trilione di dollari. Sorgerebbero quasi certamente ostacoli normativi, in particolare dalle autorità antitrust, e gli azionisti dovrebbero approvare qualsiasi accordo. Il commento di Eisman non indica che tale fusione sia imminente o in discussione, ma solo che la considera plausibile.
La cifra di 250 miliardi di dollari di domanda per l'IPO è di per sé un argomento di discussione. Se SpaceX dovesse mai quotarsi, potrebbe superare le offerte della maggior parte delle aziende tecnologiche. Ma per ora, la società rimane privata e l'attenzione di Musk sembra divisa tra lo sviluppo di Starship e gli obiettivi di produzione di Tesla. Le osservazioni di Eisman, sebbene speculative, hanno riacceso il dibattito sulla struttura a lungo termine dell'impero di Musk.
Se le due società si fonderanno mai è un'incognita, ma i numeri – e le parole dell'investitore di 'The Big Short' – hanno dato ai mercati molto su cui riflettere.




