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20enne canadese si dichiara colpevole per truffa da 13 milioni di dollari in criptovalute tramite ingegneria sociale

20enne canadese si dichiara colpevole per truffa da 13 milioni di dollari in criptovalute tramite ingegneria sociale

Un 20enne canadese si è dichiarato colpevole di aver rubato 13 milioni di dollari in criptovalute attraverso truffe di ingegneria sociale, per poi spendere il bottino in auto di lusso, jet privati e vita notturna a Miami. Il caso evidenzia come giovani truffatori sfruttino l'irreversibilità delle transazioni in criptovalute e la facilità con cui si possono spostare fondi rubati.

La truffa

Secondo l'accusa, il ragazzo ha preso di mira le vittime usando classiche tattiche di ingegneria sociale: impersonare il servizio clienti, inviare link di login falsi e indurre le persone a fornire chiavi private o frasi seed. Una volta ottenute le criptovalute, le ha spostate attraverso più portafogli per oscurare le tracce. I metodi esatti non sono stati dettagliati nei documenti del tribunale, ma il totale ammonta a circa 13 milioni di dollari.

La sbornia di spese

Il denaro rubato non è rimasto fermo. Il ragazzo lo ha usato per acquistare auto di lusso, noleggiare jet privati e finanziare uno stile di vita sfarzoso nei locali notturni di Miami. I documenti del tribunale descrivono un pattern di acquisti appariscenti che alla fine hanno attirato l'attenzione degli investigatori.

La dichiarazione di colpevolezza

Questa settimana si è dichiarato colpevole. Le autorità canadesi non hanno nominato la piattaforma o l'exchange in cui sono avvenuti i furti e non sono stati annunciati capi d'accusa contro complici. La dichiarazione di colpevolezza copre l'intera cifra di 13 milioni di dollari.

Non è stata ancora fissata una data per la sentenza. Secondo la legge canadese, la pena massima per frode superiore a 5.000 dollari è di 14 anni, ma i condannati alla prima infrazione ricevono spesso pene più lievi. Il tribunale valuterà anche il risarcimento. Per ora, il caso è un altro promemoria del fatto che la pseudonimità delle criptovalute è un'arma a doppio taglio: può nascondere i ladri, ma lascia anche un registro permanente delle loro spese.