Bitcoin ha subito un calo del 3% questa settimana mentre nuove tensioni geopolitiche legate all'Iran si sono propagate nei mercati delle criptovalute. La svendita è stata brusca ma di breve durata: nel giro di poche ore, la principale criptovaluta è riuscita a risalire sopra la soglia degli 80.000 dollari, un livello che i trader considerano cruciale per mantenere l'attuale posizionamento.
Preoccupazioni sull'Iran innescano la svendita
Il calo è arrivato in concomitanza con notizie di un'escalation retorica tra l'Iran e le potenze occidentali, che ha scosso gli asset di rischio su tutta la linea. Le criptovalute, spesso sensibili agli shock macroeconomici, non sono state risparmiate. Bitcoin è brevemente sceso sotto i 78.000 dollari prima di trovare acquirenti. Il movimento ha riecheggiato schemi simili osservati all'inizio dell'anno, quando le tensioni in Medio Oriente hanno causato improvvisi cali di prezzo rapidamente riassorbiti.
Bitcoin riconquista gli 80.000 dollari
Entro mercoledì pomeriggio, BTC si era ripreso a 80.300 dollari, cancellando gran parte delle perdite della giornata. Il rapido rimbalzo suggerisce che l'appetito per gli acquisti in ribasso rimane forte a quel numero tondo. Alcuni trader hanno notato che la ripresa è avvenuta con volumi relativamente bassi, il che potrebbe essere un segnale di cautela — o semplicemente che i venditori si sono esauriti rapidamente.
Livelli di supporto chiave sotto osservazione
Con il prezzo tornato a 80.000 dollari, l'attenzione si sposta sulla tenuta di tale livello. I trader hanno identificato la zona tra 78.500 e 80.000 dollari come supporto critico. Una rottura sostenuta al di sotto di tale intervallo potrebbe invitare a ulteriori vendite, mentre una solida tenuta rafforzerebbe la tesi rialzista. I prossimi giorni mostreranno se questo rimbalzo ha gambe — o se un altro titolo proveniente dall'Iran farà scendere di nuovo BTC.




