Mercoledì il Bitcoin è sceso sotto i 67.000 dollari, portando l’Indice Crypto Fear & Greed in territorio di 'paura massima' per la prima volta in due mesi. Il calo arriva mentre l’appetito al rischio in generale vacilla, ma alcuni analisti ritengono la svendita eccessiva e prevedono un rally di recupero in linea con le azioni che continuano a toccare nuovi massimi.
Il calo sotto i 67.000
Il ribasso del Bitcoin è stato rapido. Dopo aver oscillato sopra i 70.000 dollari la scorsa settimana, la più grande criptovaluta ha perso terreno per tre sessioni consecutive, superando la soglia dei 67.000 dollari nelle prime contrattazioni europee. Il movimento ha innescato liquidazioni su posizioni con leva, ma il volume non è stato straordinario – suggerendo che la svendita potrebbe essere più questione di sentiment che di un’ondata di vendite forzate.
Paura massima sull’indice
L’Indice Crypto Fear & Greed, che misura l’emozione del mercato attraverso momentum di prezzo, volatilità e buzz sui social media, è crollato al suo livello più basso dall’inizio di aprile. Ora è saldamente in territorio di 'paura estrema' – una zona storicamente associata ai minimi di mercato. L’indice non era così basso da prima del rally di recupero del Bitcoin in primavera, e i trader di lunga data conoscono lo schema: quando la folla è così spaventata, spesso il rimbalzo arriva subito dopo.
Il gioco del recupero in atto
Mentre le criptovalute peggiorano, i titoli tradizionali stanno vivendo una corsa da record. Sia l’S&P 500 che il Nasdaq hanno toccato nuovi massimi storici questa settimana, spinti da utili solidi e segnali accomodanti delle banche centrali. Gli analisti che seguono la divergenza sostengono che il Bitcoin debba correggere al rialzo – un movimento di 'recupero' che lo riporterebbe in linea con gli asset risk-on. Indicano il divario crescente tra la paura delle criptovalute e l’euforia delle azioni come un segnale contrarian.
Cosa osservare dopo
La domanda a breve termine è se il Bitcoin possa stabilizzarsi sopra i 65.000 dollari. L’indice della paura ha mostrato letture simili prima di inversioni improvvise, ma una ripresa sostenuta avrebbe bisogno di un catalizzatore – chiarezza normativa, un grosso acquisto istituzionale o semplicemente un cambiamento nell’umore macroeconomico. Fino ad allora, i trader osservano una chiusura sopra i 68.000 dollari come primo segnale che il peggio è passato.




