Venerdì Bitcoin si è mantenuto vicino alla soglia dei $65.000, mentre una massiccia svendita delle azioni legate all'IA ha cancellato circa $800 miliardi di valore di mercato, lasciando però il mercato crypto in gran parte intatto. I titoli del Magnificent Seven hanno registrato il loro peggior giorno dall'aprile 2025, ma Bitcoin è sceso meno dell'1% durante il crollo. Dogecoin ha guidato il calo tra le principali criptovalute, ma nel complesso il settore ha mostrato una sorprendente resilienza.
Perché le criptovalute non hanno seguito i ribassi azionari
La svendita si è concentrata sui titoli azionari esposti all'IA, innescata da preoccupazioni per la sopravvalutazione e il rallentamento della domanda di infrastrutture per l'IA. Le criptovalute, che spesso si sono mosse in tandem con i titoli tecnologici negli ultimi anni, questa volta si sono disaccoppiate. Il range ristretto di Bitcoin vicino a $65.000 suggerisce che i trader lo stanno trattando come una classe di asset separata, almeno per ora.
Dogecoin guida il calo
Tra le principali criptovalute, Dogecoin ha registrato il calo percentuale maggiore, sebbene il ribasso sia stato comunque modesto rispetto al crollo azionario. Altre monete importanti come Ethereum e Solana sono anch'esse scese leggermente, ma sono rimaste all'interno dei recenti range di scambio. La svendita non ha innescato vendite dettate dal panico né interruzioni degli exchange.
La divergenza tra azioni IA e criptovalute solleva interrogativi sul fatto che la correlazione si stia realmente rompendo. Se il disaccoppiamento reggerà sarà messo alla prova se la svendita dell'IA si intensificherà. Per ora, Bitcoin rimane ancorato vicino a $65.000 e il mercato crypto sembra aver superato la tempesta.



