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La Corea del Sud blocca l'accesso web a 27 exchange crypto offshore, tra cui Kucoin e MEXC

La Corea del Sud blocca l'accesso web a 27 exchange crypto offshore, tra cui Kucoin e MEXC

L'Unità di Informazione Finanziaria (FIU) della Corea del Sud ha ordinato il blocco dell'accesso nazionale ai siti web di 27 exchange crypto offshore non registrati il 13 ottobre, ampliando una stretta che finora aveva colpito solo le app mobili. Kucoin, MEXC e BingX sono tra le piattaforme presenti nella lista. Il blocco non distingue tra browser desktop e mobili: taglia completamente l'accesso web.

La FIU è l'organo antiriciclaggio della Commissione Servizi Finanziari e ha progressivamente rafforzato il perimetro attorno agli exchange che operano in Corea senza registrazione locale. Per i trader coreani che utilizzavano questi siti per esporsi ad altcoin o derivati non disponibili sulle piattaforme nazionali, l'effetto pratico è semplice: niente app e ora nemmeno scheda del browser.

Cosa è effettivamente cambiato

Le precedenti restrizioni bloccavano solo le applicazioni mobili, un varco che gli utenti potevano aggirare aprendo un laptop. L'ordinanza di martedì chiude questa scappatoia. Si prevede che i fornitori di servizi internet in Corea applichino i blocchi a livello DNS, sebbene l'annuncio della FIU non abbia specificato quanto tempo richiederà l'implementazione né se a qualcuno dei 27 exchange sia stata data la possibilità di registrarsi prima dell'ordine.

La lista include Kucoin, MEXC e BingX, tre exchange con significative basi di utenti coreani. Nessuno dei tre ha immediatamente fornito una risposta pubblica inclusa nell'annuncio della FIU. Il regolatore non ha detto se il blocco è permanente o legato a un processo di registrazione che gli exchange potrebbero ancora completare.

Perché la FIU sta facendo questo

La Corea ha trascorso anni a costruire un regime nazionale per gli exchange che richiede verifica dell'identità reale, controlli antiriciclaggio e segnalazione alla FIU. Le piattaforme offshore che non seguono queste regole restano fuori dalla portata del regolatore, finché non ne vengono tagliati fuori. Bloccare i siti web è più economico e veloce che cercare di applicare la legge coreana a una società costituita altrove.

È anche una mossa di protezione dei consumatori, almeno sulla carta. Quando un exchange offshore non registrato crolla o congela i prelievi, gli utenti coreani non hanno alcun ricorso locale. Il mandato della FIU è l'antiriciclaggio, ma il messaggio pratico ai trader è che queste piattaforme sono fuori dalla rete di sicurezza.

Il tempismo

Il blocco arriva mentre il bitcoin viene scambiato sopra gli 83.000 dollari, un livello che tende a riportare l'attenzione del retail sul mercato. Le restrizioni all'accesso in un momento di prezzi elevati non passeranno probabilmente inosservate agli exchange colpiti o ai loro utenti. Se questo spingerà più volumi sulle piattaforme nazionali registrate in Corea, o solo sui VPN, è una questione aperta che la FIU non ha affrontato.

La Corea non è sola in questo approccio. Altre giurisdizioni hanno utilizzato blocchi a livello ISP per far rispettare le regole di registrazione locale, sebbene la scala in questo caso, 27 siti in una volta, sia notevole. La FIU non ha pubblicato la lista completa oltre ai tre exchange nominati, lasciando agli utenti il compito di verificare se la loro piattaforma preferita è stata inclusa.

Cosa resta poco chiaro

L'annuncio della FIU ha lasciato diverse domande senza risposta: l'elenco completo dei siti bloccati, se qualche exchange sia stato avvertito prima dell'ordine e se la rimozione dagli app store abbia preceduto il blocco web di martedì per tutti i 27 o solo per alcuni. Questi dettagli contano per i trader che decidono se spostare fondi o aspettare.

Per ora, il risultato concreto è che 27 siti web di exchange offshore diventeranno irraggiungibili dagli indirizzi IP coreani. Gli exchange stessi non hanno detto se contesteranno il blocco, cercheranno la registrazione o semplicemente usciranno dal mercato. La FIU non ha indicato una scadenza per la conformità né un percorso per tornare su internet domestico.