Sintesi Esecutiva
Le compagnie di navigazione con navi immobilizzate vicino allo Stretto di Hormuz sono state contattate da soggetti che affermano di rappresentare le autorità iraniane. I truffatori chiedono pagamento in Bitcoin o USDt in cambio di quello che descrivono come “passaggio sicuro” attraverso il stretto canale. I tentativi di estorsione sono emersi questa settimana, evidenziando una nuova svolta nelle sfide di sicurezza marittima che sfruttano le criptovalute.
Cosa è Accaduto
Gli operatori di diverse navi commerciali hanno segnalato di aver ricevuto messaggi apparentemente provenienti da funzionari iraniani. Le comunicazioni avvertivano che le imbarcazioni avrebbero subito blocchi o attacchi a meno che non fosse pagato un riscatto in Bitcoin o nella stablecoin USDt. La richiesta era presentata come prerequisito per proseguire il viaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, un collo di bottiglia che gestisce una grande quota delle spedizioni mondiali di petrolio.
Secondo le segnalazioni, i messaggi sono stati inviati ai capitani e ai team logistici a terra delle imbarcazioni interessate. I truffatori hanno fornito indirizzi di wallet per i trasferimenti di criptovaluta e hanno fissato scadenze stringenti
