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Trump dice che Stati Uniti e Iran sono vicini a un accordo commerciale legato a Bitcoin

Trump dice che Stati Uniti e Iran sono vicini a un accordo commerciale legato a Bitcoin

Donald Trump ha dichiarato questa settimana che gli Stati Uniti e l'Iran sono vicini a finalizzare un accordo che potrebbe coinvolgere Bitcoin. L'ex presidente non ha fornito dettagli, ma il solo suggerimento — che la più grande criptovaluta al mondo potrebbe facilitare una svolta diplomatica tra due storici avversari — ha già acceso dibattiti a Washington e nel settore crypto.

Cosa ha detto realmente Trump

Intervenendo mercoledì, Trump ha affermato che i due paesi sono "molto vicini" a un accordo e che Bitcoin "potrebbe farne parte". Non ha spiegato come BTC si inserirebbe in un patto commerciale o se il governo USA deterrà o transiterà direttamente l'asset. Tuttavia, l'osservazione è la prima volta che una figura politica americana di rilievo collega Bitcoin a un potenziale accordo con l'Iran.

Perché Bitcoin ha senso qui

L'Iran affronta pesanti sanzioni statunitensi sul suo sistema bancario. Usare Bitcoin — che non dipende da banche corrispondenti o SWIFT — potrebbe consentire a entrambe le parti di trasferire valore senza attivare i soliti campanelli d'allarme. Questo è esattamente il motivo per cui i regolatori sono già nervosi. L'idea che uno stato sanzionato utilizzi un asset digitale pseudonimo per il commercio è un incubo normativo, anche se l'accordo è ufficialmente benedetto da Washington.

Reazione del mercato e ostacoli normativi

Bitcoin è salito brevemente dopo i commenti di Trump, ma il movimento è stato modesto. I trader sembrano incerti su come interpretarlo. La domanda più grande è come il Tesoro e l'Ufficio per il Controllo dei Beni Stranieri (OFAC) gestirebbero un canale basato su Bitcoin. L'OFAC non ha mai esplicitamente bloccato una criptovaluta per l'uso in un accordo commerciale sanzionato dal governo, ma la zona grigia legale è enorme. Aspettatevi audizioni al Campidoglio entro poche settimane.

Cosa succede dopo

Né la Casa Bianca né la missione iraniana presso l'ONU hanno confermato il racconto di Trump. Il prossimo passo concreto è un incontro di follow-up a Ginevra previsto per inizio giugno. Se l'accordo si concretizzerà, costringerà i regolatori a decidere: Bitcoin è uno strumento per la diplomazia o una scappatoia per eludere le sanzioni? La risposta potrebbe definire la politica sulle criptovalute per anni.