La senatrice dei Verdi australiani Sarah Hanson-Young ha chiesto al governo federale di bloccare la trasmissione o la diretta streaming di un'esecuzione militare statunitense prevista per il 3 dicembre. Si tratta dell'esecuzione di Nidal Malik Hasan, l'autore della strage di Fort Hood, e il Pentagono ha dichiarato che sarà trasmessa in diretta streaming mediante plotone di esecuzione. Il dipartimento delle comunicazioni ha avvertito le emittenti che devono 'agire responsabilmente' nel loro resoconto.
Cosa può effettivamente fare Canberra
A quanto pare, non molto. Fonti del governo federale australiano hanno affermato che potrebbero esserci limiti a ciò che può fare per imporre restrizioni a un alleato che conduce il proprio procedimento legale. È un modo cortese per dire che l'esecuzione è una questione militare statunitense su suolo statunitense, e una richiesta da Canberra non ha alcun peso legale. L'appello di Hanson-Young è una pressione politica, non una leva normativa. Che possa cambiare qualcosa a Washington è dubbio.
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La questione della diretta streaming
La decisione del Pentagono di consentire una trasmissione in diretta di un'esecuzione mediante plotone è inusuale, ed è questa la parte che attira maggiormente l'attenzione. L'avvertimento del dipartimento delle comunicazioni alle emittenti di 'agire responsabilmente' suggerisce che i funzionari sanno che le immagini saranno difficili e stanno cercando di stabilire aspettative prima della messa in onda. Non specifica cosa significhi un resoconto responsabile, né se qualche emittente abbia accettato un ritardo o un montaggio.
La posizione scomoda dell'Australia
C'è una tensione inevitabile: all'Australia viene chiesto di intervenire in un processo legale statunitense, e non può farlo. La spinta di Hanson-Young mette il governo nella posizione di dover spiegare perché non agirà, il che raramente è una posizione comoda per un alleato di medio potere. La linea delle fonti sui limiti è la solita via di fuga diplomatica, ed è probabile che sarà la risposta finale a meno che Washington non segnali diversamente.
Un test per le regole sui contenuti transfrontalieri
Il caso ha un secondo aspetto degno di nota. Se l'Australia tentasse di limitare l'accesso a una diretta streaming straniera, solleverebbe la questione di come qualsiasi governo blocchi contenuti digitali originati al di fuori della sua giurisdizione — lo stesso problema che i regolatori incontrano con gli exchange di criptovalute, i mercati di previsione e qualsiasi altra cosa che vive online. Hanson-Young non ha proposto un meccanismo, e le fonti governative suggeriscono che non ce ne sia uno ovvio. Quel vuoto è la storia dietro la storia.
Cosa succede da ora al 3 dicembre
Nessuna restrizione australiana è stata ordinata, e nessuna emittente statunitense ha detto che ritirerà il feed. La data dell'esecuzione è fissata. L'avvertimento del dipartimento delle comunicazioni resta valido. La richiesta di Hanson-Young è ora al governo, che ha già segnalato di vedere opzioni limitate. Aspettatevi che il dibattito continui fino alla data prevista — e aspettatevi che la diretta streaming vada avanti a meno che il Pentagono non cambi idea, cosa che non ha dato alcuna indicazione di voler fare.




