Lunedì Alibaba ha presentato Qwen3.8 Max, un modello di IA che l'azienda definisce il secondo migliore al mondo, dietro solo a Fable 5 di Anthropic. Il lancio rappresenta un passo significativo nel ridurre il divario tecnologico tra USA e Cina e ha implicazioni sia per il settore dell'IA che per quello delle criptovalute.
Come si posiziona Qwen3.8 Max
Alibaba sostiene che Qwen3.8 Max si classifichi al secondo posto a livello globale tra tutti i modelli di IA. L'unico modello che lo precede, secondo l'azienda, è Fable 5 di Anthropic. Questa affermazione pone il modello di Alibaba davanti alle offerte di OpenAI, Google e altri importanti laboratori statunitensi — almeno secondo la classifica dell'azienda stessa. Alibaba non ha ancora rilasciato la metodologia di benchmark alla base di questa affermazione.
Ridurre il divario
Il modello è progettato per ridurre il divario tecnologico tra USA e Cina. Per anni, i laboratori statunitensi hanno dominato le prime posizioni nelle classifiche dei modelli di IA. Qwen3.8 Max rappresenta la sfida più forte mai lanciata dalla Cina a quel primato. Il tempismo è notevole: i regolatori statunitensi hanno inasprito i controlli sui grandi modelli di IA, mentre le aziende cinesi hanno proseguito con meno restrizioni.
Implicazioni per le criptovalute
Lo sviluppo ha implicazioni per il settore delle criptovalute. I modelli di IA sono sempre più utilizzati negli algoritmi di trading crypto, nell'analisi on-chain e nel monitoraggio della sicurezza. Un panorama dell'IA più competitivo potrebbe offrire ai progetti crypto l'accesso a modelli più economici o più performanti. Potrebbe anche intensificare la corsa tra aziende statunitensi e cinesi per integrare l'IA nell'infrastruttura blockchain.
Alibaba non ha ancora comunicato quando Qwen3.8 Max sarà disponibile attraverso i suoi servizi cloud né se sarà reso open source. La sua affermazione di essere il secondo miglior modello sarà probabilmente sottoposta a verifica da parte di valutatori indipendenti. Per ora, il modello rappresenta una dichiarazione di intenti da parte della più grande azienda tecnologica cinese — e un segnale che la corsa all'IA è tutt'altro che conclusa.




