Il prezzo del petrolio è sceso di oltre un dollaro al barile lunedì, poiché il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz ha mostrato segni di miglioramento. L'allentamento della congestione in questo punto di transito critico potrebbe contribuire a stabilizzare i mercati del greggio, anche se le tensioni tra Stati Uniti e Iran rimangono elevate.
Perché lo stretto è importante
Lo Stretto di Hormuz è un passaggio marittimo stretto tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman. Circa un quinto del petrolio mondiale transita da qui. Qualsiasi interruzione tende a innervosire i trader e a far salire i prezzi. Nelle ultime settimane si sono registrate posture militari più aggressive e ritardi delle petroliere, ma gli ultimi rapporti suggeriscono che i flussi stanno tornando alla normalità.
Cosa segnala il movimento dei prezzi
Il calo di oltre un dollaro è una chiara reazione del mercato al miglioramento della logistica. Gli analisti non devono tirare a indovinare: il grafico dei prezzi parla chiaro. Minori rischi di transito significano meno timore di un'interruzione dell'offerta. Questo riduce la probabilità che il petrolio raggiunga nuovi massimi nel breve termine, anche se la situazione geopolitica di fondo non è stata risolta.
Il fattore Iran
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran sono ancora latenti. Sanzioni, pattugliamenti e dispute diplomatiche non sono scomparse. Ma il mercato ora sta valutando una probabilità più bassa di un blocco improvviso o di uno scontro militare che chiuderebbe lo stretto. Per ora, il miglioramento dei flussi è il segnale più forte.
Cosa succederà dopo dipende dal fatto che i miglioramenti delle spedizioni reggano. Se reggono, i prezzi potrebbero restare sotto controllo. Se non reggono, o se scoppia un nuovo incidente, il calo potrebbe invertirsi altrettanto rapidamente.




