Questa settimana l'ente regolatore cinese dei titoli ha ordinato a Tiger Brokers, Futu e Longbridge di correggere le lacune nella conformità del trading transfrontaliero. La mossa arriva mentre la Cina ha registrato una crescita del PIL del 5% nel primo trimestre del 2026, ma si trova ad affrontare una crisi immobiliare in peggioramento e un mercato azionario ancora del 33% sotto il picco del 2007.
Dettagli sull'esecuzione delle sanzioni ai broker
La CSRC non ha specificato le violazioni, ma ha concesso ai tre broker 20 giorni lavorativi per adeguare le operazioni. Ciò rispecchia la scadenza utilizzata all'inizio di quest'anno quando il regolatore ha richiesto la divulgazione dei ricavi legati all'IA da parte delle società quotate. I broker sono rimasti in silenzio da quando hanno ricevuto gli ordini.
Il difficile equilibrio economico della Cina
Il motore di crescita di Pechino si sta indebolendo. I trader al dettaglio generano il 90% del volume degli scambi delle borse continentali, ma lo Shanghai Composite rimane stagnante. I prezzi immobiliari sono in calo, con la ricchezza immobiliare che costituisce il 70% delle attività delle famiglie. Goldman Sachs prevede un ulteriore calo del 10% dei prezzi delle case prima che il mercato si stabilizzi. L'economia è cresciuta solo del 5% nel primo trimestre del 2026, nonostante un surplus commerciale record di 1.190 miliardi di dollari lo scorso anno.
Il divieto delle criptovalute resta fermo
Il divieto al dettaglio delle criptovalute in Cina rimane invariato quest'anno. L'attenzione della CSRC sul trading di titoli non influisce direttamente sulle criptovalute, ma rafforza la posizione di Pechino contro i flussi di capitale incontrollati. Non sono previsti cambiamenti normativi, data la persistente diffidenza del governo verso gli asset digitali. I broker hanno 20 giorni lavorativi per conformarsi prima che scattino potenziali sanzioni.




