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La domanda di Treasury da parte delle stablecoin è troppo piccola per sostenere il mercato del debito USA

La domanda di Treasury da parte delle stablecoin è troppo piccola per sostenere il mercato del debito USA

Le riserve di stablecoin garantite da titoli del Tesoro USA non saranno sufficienti a sostenere il mercato del debito pubblico, anche se il CLARITY Act diventasse legge, secondo Lawrence Lepard, autore di "The Big Print". In una dichiarazione, Lepard ha affermato che l'emissione di stablecoin è inferiore al 3% dei circa 8 trilioni di dollari che il Tesoro deve rinnovare ogni anno, rendendo questa classe di asset un acquirente trascurabile di nuovo debito.

Cosa dice l'autore

Lepard ha sostenuto che la domanda di titoli del Tesoro generata dalle riserve di stablecoin è "insufficiente" a sostenere il più ampio mercato del debito. Ha tenuto a precisare che anche con il CLARITY Act — una proposta legislativa che stabilirebbe un quadro normativo federale per gli emittenti di stablecoin — il disallineamento strutturale rimane. Il punto dell'autore: le stablecoin potranno anche crescere, ma sono ancora una goccia nel mare rispetto alla scala dell'emissione annuale di titoli del Tesoro.

La matematica dietro l'affermazione

I numeri citati da Lepard sono netti. Il fabbisogno annuale di rinnovo del Tesoro si aggira intorno agli 8 trilioni di dollari. Le attuali partecipazioni in titoli del Tesoro delle stablecoin, secondo lui, rappresentano meno del 3% di quella cifra. Si tratta di un divario di diversi trilioni di dollari. Anche se gli emittenti di stablecoin aumentassero drasticamente i loro acquisti di titoli del Tesoro, il ritmo non sarebbe minimamente sufficiente a compensare le esigenze di prestito del governo.

Il governo degli Stati Uniti rifinanzia ogni anno una parte massiccia del suo debito in circolazione. Qualsiasi ipotesi che le stablecoin possano diventare una fonte importante di domanda per quei titoli appare fragile, secondo Lepard. I suoi commenti si aggiungono a una discussione crescente sul fatto che il settore degli asset digitali possa partecipare in modo significativo al mercato dei titoli del Tesoro, o se sia solo un errore di arrotondamento nel grande schema.

Gli emittenti di stablecoin hanno costruito posizioni in titoli del Tesoro come riserva sicura, ma la scala è minuscola rispetto al mercato complessivo. I numeri di Lepard evidenziano i limiti di quella strategia — non solo per gli stessi emittenti di stablecoin, ma per il sistema finanziario che dipende da una domanda robusta di debito pubblico.

L'effetto limitato del CLARITY Act

La dichiarazione di Lepard suggerisce che il CLARITY Act, che concederebbe agli emittenti di stablecoin uno status giuridico chiaro e potrebbe attrarre una maggiore partecipazione istituzionale, non cambierebbe l'equazione fondamentale. La dimensione del mercato dei titoli del Tesoro è così grande che anche un settore delle stablecoin ben regolamentato rimarrebbe un attore marginale. Il suo punto riguarda meno i meriti del disegno di legge e più l'aritmetica del finanziamento del debito.

La domanda ora è se i politici e i partecipanti al mercato prenderanno in considerazione questi numeri quando elaboreranno le regole per le stablecoin. Il CLARITY Act sta ancora facendo il suo percorso attraverso il Congresso, e il suo futuro rimane incerto. Ma anche se passasse, la matematica di Lepard suggerisce che il mercato dei titoli del Tesoro dovrà cercare acquirenti altrove.