Jason Somensatto, da tempo sostenitore delle politiche sulle criptovalute, si è presentato questa settimana davanti ai legislatori statunitensi per chiedere cambiamenti radicali nella tassazione di Bitcoin. La spinta arriva mentre il Congresso sta valutando una legislazione più ampia volta a modernizzare le regole finanziarie per gli asset digitali.
Le ragioni della riforma
Somensatto ha dichiarato alla commissione che le attuali linee guida dell'Internal Revenue Service trattano Bitcoin come una proprietà, sottoponendo ogni transazione alla dichiarazione delle plusvalenze. Ha sostenuto che il quadro normativo è stato progettato prima che la tecnologia maturasse e ora scoraggia l'uso quotidiano. L'audizione, parte di una serie sulla politica fiscale degli asset digitali, ha dato ai sostenitori un canale diretto verso i legislatori che stanno redigendo potenziali modifiche.
Cosa c'è sul tavolo
Tra le proposte sostenute da Somensatto figurava un'esenzione de minimis per gli acquisti di piccolo importo e regole più chiare per i redditi da staking e mining. Ha inoltre esortato i legislatori ad allineare il trattamento fiscale statunitense agli standard internazionali emergenti. Non è stato discusso alcun disegno di legge specifico, ma i membri della commissione hanno segnalato interesse a procedere più avanti nell'anno.
La riforma fiscale è diventata una priorità per il settore crypto, che sostiene che l'attuale sistema spinge l'innovazione all'estero. Con gli Stati Uniti in ritardo rispetto a giurisdizioni come l'UE e Singapore, i sostenitori vedono quest'anno come una finestra per agire. L'audizione di mercoledì è stata una delle diverse in programma prima della pausa estiva di agosto.
La prossima audizione è prevista per luglio, quando i legislatori ascolteranno i funzionari dell'IRS sulla fattibilità amministrativa delle modifiche proposte. Se gli argomenti di Somensatto otterranno consenso è ancora da vedere — ma la conversazione non è più solo teorica.




