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La FSC della Corea del Sud esamina l'accordo da 668 milioni di dollari di Hana Bank per una quota in Dunamu

La FSC della Corea del Sud esamina l'accordo da 668 milioni di dollari di Hana Bank per una quota in Dunamu

L'autorità di regolamentazione finanziaria della Corea del Sud sta esaminando attentamente il piano di Hana Bank di acquistare una quota in Dunamu — l'azienda dietro il principale scambio di criptovalute del paese, Upbit — valutata a 668 milioni di dollari. La Commissione per i Servizi Finanziari (FSC) ha confermato di stare esaminando l'accordo, con la principale preoccupazione legata alla possibile violazione delle regole di separazione tra banche e commercio del paese. Questa revisione mette sotto esame uno dei più grandi accordi societari tra una banca tradizionale e una società di criptovalute in Corea del Sud.

L'ostacolo normativo

La legge sudcoreana sulla separazione tra banche e commercio è stata progettata per impedire che il capitale industriale eserciti il controllo sulle istituzioni finanziarie. Ma in questo caso, la direzione è opposta: una banca che si muove verso un'attività non finanziaria. Hana Bank, una delle principali banche commerciali del paese, intende acquistare una quota in Dunamu. La FSC deve decidere se ciò oltrepassa i limiti stabiliti. L'autorità non ha indicato una tempistica per la decisione, ma il processo di revisione è attivo.

Cosa è in gioco

Dunamu gestisce Upbit, lo scambio di criptovalute dominante in Corea del Sud per volume di scambi. Una quota da 668 milioni di dollari darebbe a Hana Bank una posizione significativa nello spazio delle asset digitali. Per Dunamu, l'accordo porterebbe un partner istituzionale ben fornito di liquidità con una licenza bancaria — una combinazione rara in un mercato in cui le aziende di criptovalute spesso faticano ad ottenere conti bancari. L'esame della FSC non è una sorpresa. I regolatori coreani hanno da tempo mantenuto un controllo stretto sull'intersezione tra banche e criptovalute.

Prossimi passi

La revisione della FSC determinerà se l'accordo proseguirà come previsto, verrà ristrutturato o sarà bloccato del tutto. Né Hana Bank né Dunamu hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche riguardo alla revisione. Ora la palla è nel campo del regolatore — e l'esito potrebbe stabilire un precedente per il modo in cui la Corea del Sud gestirà futuri accordi tra banche e criptovalute.