Il governo del Regno Unito il 26 maggio ha presentato un pacchetto di sanzioni mirato a chiudere i canali basati su criptovalute che la Russia sta utilizzando per aggirare le restrizioni occidentali. L'azione elenca 18 exchange, banche, provider di pagamento, entità corporate e individui — la più ampia azione coordinata finora contro l'elusione delle sanzioni facilitata dalle criptovalute, intrapresa da Londra.
Cosa comprende il pacchetto
L'elenco delle sanzioni include specifici exchange di criptovalute e intermediari finanziari che i regolatori affermano abbiano facilitato trasferimenti collegati a entità russe. L'azione rientra nel regolamento 17A della legge sulle sanzioni del Regno Unito, conferendo all'Office of Financial Sanctions Implementation (OFSI) nuovi poteri di attuazione per congelare gli asset e imporre sanzioni alle aziende che elaborano questi flussi. Il Tesoro non ha elencato ciascun exchange nel suo comunicato pubblico, ma l'ambito è descritto come comprendente 18 obiettivi distinti tra piattaforme di asset digitali e tradizionali canali di pagamento.
Perché le criptovalute sono diventate un obiettivo
Le sanzioni occidentali contro la Russia dal 2022 hanno spinto alcune transazioni verso le valute digitali, dove la pseudonimizzazione e la velocità transfrontaliera rendono l'elusione più difficile da tracciare. Il Regno Unito sta rafforzando la propria supervisione sulle criptovalute da mesi. Questo pacchetto segnala che il governo è ora disposto a colpire l'infrastruttura stessa — non solo gli individui che trasferiscono denaro — colpendo gli exchange che gestiscono transazioni sospette. Il momento scelto coincide con i preparativi degli alleati del G7 per annunciare un aggiornamento congiunto sulle sanzioni la prossima settimana.
Cosa devono aspettarsi exchange e utenti
Per le aziende di criptovalute che operano nel Regno Unito o che servono clienti britannici, il rischio immediato è un'intensificazione delle verifiche di conformità. L'OFSI può ora imporre sanzioni monetarie per la non conformità ai sensi del regolamento 17A, e le entità elencate rischiano il congelamento degli asset. Gli exchange non direttamente sanzionati dovranno comunque riesaminare i flussi collegati alla Russia. Il messaggio è chiaro: se la tua piattaforma elabora transazioni che aiutano Mosca a eludere le sanzioni, sarai il prossimo. Non è previsto alcun periodo di grazia.
Domande senza risposta
Il governo non ha pubblicato una dettagliata suddivisione di quali exchange specifici sono stati colpiti, né ha fornito i dettagli delle prove che li collegano alle attività russe sanzionate. Questo probabilmente avverrà nei prossimi giorni, quando l'OFSI aggiornerà il suo elenco consolidato. Per ora, il settore attende di vedere se l'azione provocherà un più ampio giro di vite su tutte le transazioni criptovalutarie con controparti russe — o se rimarrà mirata ai 18 canali elencati.




