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Tre protocolli DeFi spostano quasi 1 miliardo di dollari in asset da Layerzero a Chainlink CCIP dopo un exploit da 292 milioni di dollari

Tre protocolli DeFi spostano quasi 1 miliardo di dollari in asset da Layerzero a Chainlink CCIP dopo un exploit da 292 milioni di dollari

Tre protocolli di finanza decentralizzata che gestiscono complessivamente quasi un miliardo di dollari in asset stanno passando o spostando attivamente la loro infrastruttura cross-chain da Layerzero al Cross-Chain Interoperability Protocol (CCIP) di Chainlink. Solv Protocol e un altro protocollo chiamato (Re) si sono già impegnati nel cambiamento. Il passaggio arriva dopo un exploit da 292 milioni di dollari che ha colpito l'ecosistema ad aprile, e segnala una spinta più ampia verso standard di bridging diversi nella DeFi.

L'exploit di aprile e le sue conseguenze

Il hack da 292 milioni di dollari avvenuto ad aprile ha scosso la fiducia in alcuni strumenti di messaggistica cross-chain. Sebbene la vulnerabilità esatta che ha permesso l'exploit non sia la stessa per ogni protocollo, l'incidente ha accelerato le discussioni su sicurezza e affidabilità. Solv Protocol e (Re) hanno deciso che passare a Chainlink CCIP era la scelta giusta per i loro utenti e per il loro tesoro. I due protocolli, insieme a un terzo progetto DeFi non ancora reso noto, gestiscono collettivamente quasi un miliardo di dollari in valore totale bloccato.

Perché Layerzero ha perso terreno

Layerzero è stato uno dei layer di comunicazione cross-chain più utilizzati nella DeFi, ma eventi recenti hanno spinto i protocolli a riconsiderare questa dipendenza. L'exploit di aprile non è stato necessariamente colpa di Layerzero in ogni caso, ma l'ambiente più ampio di hack e fallimenti dei bridge ha reso i gestori del rischio più nervosi. Un bridge o un layer di messaggistica che gestisce miliardi in transazioni deve ispirare fiducia, e CCIP di Chainlink — che utilizza una rete oracle decentralizzata — offre un modello di sicurezza diverso. Per Solv e (Re), il calcolo si è ridotto alla volontà di avere un sistema che fosse stato testato sul campo in trasferimenti di alto valore e che avesse una verifica formale attorno alla sua logica principale.

Cosa porta in tavola CCIP

Chainlink CCIP è progettato per permettere alle blockchain di comunicare tra loro con un focus sulla sicurezza agnostica rispetto alla catena e sulla gestione del rischio. Utilizza più nodi oracle indipendenti per validare i messaggi, e include un meccanismo di limitazione della velocità che può fermare trasferimenti sospetti. Questa è una funzionalità che Layerzero non offre allo stesso modo. Per i protocolli che detengono centinaia di milioni in depositi degli utenti, tali garanzie sono importanti. La mossa si allinea anche con una tendenza crescente: sempre più progetti DeFi si stanno standardizzando su CCIP per le operazioni cross-chain, specialmente dopo incidenti di alto profilo nel 2023 e 2024.

Non si tratta solo di due protocolli che sostituiscono un middleware. L'industria DeFi ha attraversato un ciclo di hack dei bridge — Ronin, Wormhole, Nomad e altri — che hanno complessivamente prosciugato oltre 2 miliardi di dollari. Ogni volta, la risposta è stata una corsa verso quella che sembra l'infrastruttura più collaudata sul campo. Layerzero ha ancora una quota di mercato significativa, ma il passaggio a Chainlink CCIP suggerisce che il mercato si sta consolidando attorno a un insieme più ristretto di standard. Per gli sviluppatori, ciò significa meno frammentazione e meno integrazioni personalizzate. Per gli utenti, potrebbe significare meno exploit.

Il terzo protocollo non si è ancora nominato pubblicamente, ma fonti dicono che gestisce oltre 300 milioni di dollari in asset e si trova nelle fasi finali della migrazione. Solv e (Re) prevedono che le loro transizioni saranno completate entro le prossime due settimane.