BLAST Premier ha annunciato questa settimana che il suo prossimo grande torneo di Counter-Strike 2 si terrà a Porto, in Portogallo, con un montepremi di 1,1 milioni di dollari — e la decisione sottolinea come gli esport si stiano allontanando silenziosamente dalla fase delle partnership con le criptovalute. La competizione, prevista per il 2026, è l'ultimo segnale che gli organizzatori di tornei puntano su sponsorizzazioni tradizionali ed espansione geografica piuttosto che su accordi legati alla blockchain.
L'evento di Porto
Il torneo, ufficialmente chiamato BLAST Premier Open Porto 2026, si terrà nella città costiera portoghese. È il primo evento BLAST in Portogallo, e l'azienda sfrutta la crescente reputazione del paese come hub europeo degli esport. Il montepremi di 1,1 milioni di dollari lo allinea ad altre tappe principali di BLAST Premier, ma la vera notizia è ciò che l'annuncio non menziona: i partner legati alle criptovalute.
Qualche anno fa, un torneo di queste dimensioni sarebbe stato affiancato da uno sponsor come un exchange di criptovalute o un progetto NFT — si pensi agli accordi stile FTX Arena o alle integrazioni con giochi blockchain. Questi non sono scomparsi del tutto, ma sono più rari. La stessa BLAST ha sperimentato integrazioni crypto in passato. Questa volta, i riflettori sono puntati sulla città, sul gioco e sui giocatori.
Perché gli esport si stanno raffreddando verso le criptovalute
Il cambiamento non sorprende chi ha osservato il mercato. Il crypto inverno, le repressioni normative e una serie di crolli di exchange di alto profilo hanno spinto le organizzazioni esport e gli organizzatori di tornei a riconsiderare partnership che un tempo sembravano denaro facile. La decisione di BLAST di ancorare il proprio calendario 2026 attorno a un montepremi tradizionale e a una sede fisica — niente biglietti tokenizzati, niente sovrapposizioni blockchain — si inserisce in un trend più ampio.
Non è che le criptovalute siano morte negli esport. Eventi più piccoli corteggiano ancora sponsor Web3. Ma gli accordi milionari, quelli che un tempo finanziavano interi circuiti, si sono prosciugati. Gli organizzatori stanno tornando all'essenziale: montepremi, diritti di trasmissione e incentivi da parte dei governi locali.
La mossa del Portogallo per gli esport
La scelta di Porto non è casuale. Il Portogallo ha corteggiato aggressivamente eventi esport, offrendo agevolazioni fiscali e supporto per le sedi. Lisbona ha ospitato diversi tornei importanti, e ora tocca a Porto. Il montepremi di 1,1 milioni di dollari non danneggerà il turismo, dato che l'evento dovrebbe attrarre le migliori squadre di CS2 da tutto il mondo.
Per i fan locali, è un'occasione per vedere il gioco dal vivo senza dover viaggiare. Per BLAST, è una scommessa che i tornei regionali possano costruire audience che sopravvivano senza l'hype delle criptovalute. L'azienda ha già iniziato a vendere i diritti di trasmissione a reti sportive tradizionali, una mossa che sarebbe stata impensabile durante il boom delle sponsorizzazioni crypto.
Prossimi passi
BLAST non ha ancora pubblicato un calendario completo per la stagione 2026, ma Porto è confermato. Ci si aspettano ulteriori dettagli sugli inviti alle squadre, le date delle qualificazioni e i dettagli sulla sede più avanti quest'anno. L'assenza di un partner crypto nell'annuncio è di per sé una dichiarazione — e una che gli addetti ai lavori degli esport aspettavano di sentire.




