Pete Hegseth ha dichiarato questa settimana che la guerra in corso in Iran è costata finora agli Stati Uniti 37,5 miliardi di dollari e il Pentagono sta ora richiedendo miliardi aggiuntivi. La cifra, emersa durante un'udienza congressuale accesa, aggiunge ulteriore pressione fiscale a un conflitto che non mostra segni di conclusione.
Il conto da 37,5 miliardi
\nHegseth, ex ufficiale dell'esercito e attuale conduttore di Fox News, ha fornito la stima dei costi durante la sua testimonianza davanti ai legislatori. La cifra di 37,5 miliardi di dollari è cumulativa e copre le spese dall'inizio delle ostilità fino ad oggi. Non è chiaro se tale importo includa somme già preventivate o rappresenti nuove uscite. Il Pentagono non ha confermato indipendentemente la cifra e le ripartizioni ufficiali dei costi sono spesso classificate o contestate.
\n\n📊 Riepilogo dati di mercato
\nLa richiesta di fondi aggiuntivi del Pentagono
\nOltre al costo cumulativo, il Pentagono sta chiedendo miliardi aggiuntivi per sostenere le operazioni. La richiesta segnala che i pianificatori militari si aspettano una continuazione e un possibile inasprimento del conflitto. Ciò significa più spesa in deficit, che potrebbe alimentare le aspettative di inflazione e mettere sotto pressione gli asset rischiosi, comprese le criptovalute. I mercati sono già in uno stato di paura — l'indice Fear & Greed si attesta a 29 — e qualsiasi notizia macroeconomica negativa può amplificare la pressione di vendita.
Udienza interrotta da proteste
\nL'udienza è stata interrotta da manifestanti e in diversi momenti è degenerata in una rissa verbale. La perturbazione ha sottolineato le profonde divisioni politiche sul costo e sulla direzione della guerra. I legislatori di entrambi i partiti hanno incalzato Hegseth sulla sostenibilità della spesa, ma non è emersa una chiara via d'uscita verso un cessate il fuoco o un compromesso di bilancio.
Cosa significa per le criptovalute
\nSebbene la notizia non sia direttamente legata alle criptovalute, si aggiunge all'incertezza macroeconomica che ha tenuto Bitcoin in un range compreso tra $62.000 e $64.000. Alcuni trader vedono il ciclo infinito di spesa militare come una riaffermazione della tesi a lungo termine di Bitcoin come asset non sovrano e con offerta limitata. Ogni dollaro speso in guerra è un dollaro che avrebbe potuto essere utilizzato per ridurre il debito nazionale — un promemoria dell'insostenibilità delle spese basate su valute fiat. A breve termine, tuttavia, la reazione immediata del mercato tende a essere risk-off durante gli shock geopolitici, specialmente quando il sentiment è già di paura.
La prossima tappa concreta è la richiesta formale di bilancio del Pentagono, prevista nelle prossime settimane. Quel documento rivelerà se i miliardi aggiuntivi sono destinati a nuove operazioni o semplicemente a coprire impegni esistenti. Fino ad allora, la cifra di 37,5 miliardi di dollari incomberà sui mercati come un altro promemoria del costo fiscale del conflitto.




