Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ridimensionato le sue richieste nei negoziati in corso sul programma nucleare iraniano, secondo fonti vicine ai colloqui. Questo cambiamento lascia irrisolta la questione delle capacità missilistiche e potrebbe aumentare il rischio di un futuro conflitto militare.
Cosa è cambiato nei negoziati
La posizione rivista di Netanyahu abbandona alcune precedenti linee rosse, sebbene i dettagli precisi non siano stati resi pubblici. La mossa arriva mentre i mediatori internazionali spingono per un accordo quadro prima di una scadenza imminente. Ma la disputa centrale sul programma di missili balistici iraniano rimane intatta.
Il punto di stallo missilistico
L'arsenale missilistico iraniano, che può raggiungere Israele, è stata una richiesta centrale israeliana fin dall'inizio. I negoziatori affermano che l'argomento è stato accantonato per ora, senza un accordo su come o quando affrontarlo. Questa omissione, avvertono gli analisti, potrebbe portare a tensioni che fermentano sotto la superficie e alla fine esplodere.
La stabilità regionale in gioco
L'esito dei colloqui non riguarderà solo Israele e Iran, ma l'intero Medio Oriente. Gli stati del Golfo, già diffidenti dell'influenza regionale di Teheran, osservano attentamente. Un accordo che lasci le capacità missilistiche senza controllo potrebbe rafforzare l'Iran e destabilizzare i suoi vicini, innescando potenzialmente una nuova corsa agli armamenti o addirittura un confronto diretto.
Cosa succederà dopo
Si prevede che i diplomatici si riuniranno nelle prossime settimane. La questione irrisolta dei missili dominerà probabilmente quelle sessioni. Per ora, il ridimensionamento delle richieste ha guadagnato tempo, ma non ha guadagnato la pace.




