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Bitcoin crolla a $71.500 mentre gli attacchi USA-Iran provocano liquidazioni per 400 milioni di dollari

Bitcoin crolla a $71.500 mentre gli attacchi USA-Iran provocano liquidazioni per 400 milioni di dollari

Il Bitcoin è crollato bruscamente il 1° giugno, scendendo da $73.500 a un minimo di $71.500 dopo le notizie di attacchi militari tra Stati Uniti e Iran. Il movimento ha cancellato oltre 400 milioni di dollari in posizioni long con leva in quattro ore e ha fatto impennare il greggio di oltre il 5%, mentre i rialzisti delle criptovalute hanno assistito alla rottura di livelli tecnici chiave.

Liquidazioni concentrate su Binance e OKX

Gli exchange Binance e OKX hanno assorbito i maggiori cluster di liquidazioni forzate mentre la svendita si amplificava. Il Bitcoin ha superato $72.200 e $71.800 in rapida successione, perdendo sia la media mobile a 50 giorni che il livello psicologicamente importante di $72.000 in una singola seduta. La cascata di liquidazioni long ha accelerato il calo, con oltre 400 milioni di dollari usciti dalle posizioni con leva in una finestra di quattro ore.

La narrativa dell'oro digitale subisce un colpo

La correlazione del Bitcoin con il Nasdaq — piuttosto che con l'oro — durante questo evento geopolitico ha minato la sua narrativa di 'oro digitale'. I dati sugli afflussi degli exchange hanno mostrato un picco da parte dei detentori a breve termine che spostavano asset per coprirsi o uscire, mentre i detentori a lungo termine sono rimasti inattivi. CryptoQuant aveva già segnalato una fragilità strutturale nel mercato prima degli attacchi, notando che la configurazione era vulnerabile a uno shock improvviso.

Le uscite dagli ETF accelerano

Gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato circa 2,97 miliardi di dollari in deflussi netti nella giornata. L'iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock ha registrato uno dei maggiori eventi di deflusso giornaliero dal lancio, segnalando un calo dell'appetito istituzionale in un momento di maggiore rischio globale. I dati sui deflussi aggravano il danno tecnico causato dalla rottura dei prezzi.

La liquidità del dollaro rappresenta un freno strutturale

Il gestore patrimoniale Michael Kramer di Mott Capital Management ha sostenuto che le condizioni di liquidità del dollaro statunitense rimangono un vento contrario strutturale a causa dei grandi regolamenti del Tesoro. La sua osservazione aggiunge un livello macroeconomico alla svendita: anche se le tensioni geopolitiche si attenuassero, l'ambiente del dollaro potrebbe continuare a pesare sugli asset rischiosi, incluso il Bitcoin. Il mercato deve ora affrontare la combinazione di un conflitto attivo e condizioni finanziarie restrittive, con le prossime sedute che probabilmente metteranno alla prova se il Bitcoin possa riconquistare $72.000 o scivolare ulteriormente.