Il Ministero delle Finanze russo ha approvato nuove norme che obbligano ogni miner legale di criptovalute e operatore di infrastrutture di mining a registrare i propri indirizzi IP di rete presso il Servizio fiscale federale (FTS). L'aggiornamento, che aggiunge un'impronta a livello di rete al sistema di registro esistente, è l'ultima mossa di Mosca per comprimere le operazioni di mining informale che costano allo Stato circa 122 milioni di dollari in perdite fiscali. La Russia, ora il secondo paese al mondo per mining di criptovalute con circa il 16,4% dell'hashrate globale, punta sul tracciamento a livello IP per rendere l'evasione molto più difficile.
Cosa richiedono le nuove norme
Fino ad ora, il registro FTS catturava solo i dettagli identificativi dell'attività — nomi delle società, numeri di registrazione e codici fiscali. Questo lasciava un vuoto: i miner potevano registrare un'unica entità legale ma instradare il traffico attraverso più impianti non registrati. Il quadro aggiornato chiude questa scappatoia richiedendo a ogni operazione di mining di elencare gli indirizzi IP specifici associati alle proprie apparecchiature. I dati del registro sono riservati agli organi statali, ai tribunali, alla Banca centrale della Russia e agli operatori della rete elettrica. Nessuna informazione viene resa pubblica.
Le violazioni come la presentazione di dati inaccurati o violazioni antitrust comportano la rimozione dal registro, che priva del diritto legale di fare mining. Il mining non registrato è generalmente vietato in Russia, quindi essere espulsi dall'elenco di fatto uccide un'attività di mining.
Perché Mosca stringe la morsa
La Russia ha legalizzato il mining di criptovalute nel 2024, ma il Ministero delle Finanze ha progressivamente ridotto lo spazio per le operazioni informali da allora. Il tempismo non è casuale. Le proiezioni dell'Hashrate Index per l'inizio del 2026 collocano la Russia a circa 175 EH/s, rendendola il secondo paese minerario dopo gli Stati Uniti. Questa scala porta con sé controllo — e responsabilità fiscale.
Le perdite fiscali del mining informale sono stimate a 122 milioni di dollari, una cifra che il governo vuole chiaramente recuperare. Inoltre, la Russia ha già imposto divieti regionali al mining in 10 regioni con stress energetico. Il requisito dell'indirizzo IP fornisce ai regolatori uno strumento per far rispettare questi divieti a livello di rete, non solo sulla carta.
Il Ministero delle Finanze ha dichiarato che il quadro aggiornato migliorerà il monitoraggio dei rischi finanziari, della conformità normativa e del consumo energetico. In parole povere: vogliono sapere esattamente chi sta prelevando energia e dove.
La prova dell'applicazione
Le regole sono una cosa; l'applicazione è un'altra. Il Servizio fiscale federale sarà l'agenzia che effettivamente verificherà se i miner registrati operano dagli indirizzi IP che hanno dichiarato. Gli operatori non registrati — quelli non presenti nel registro — sono già illegali, ma i nuovi dati IP danno al FTS un modo per incrociare i dati sul consumo energetico degli operatori di rete con le località di mining riportate.
Una prova chiave sarà quanto efficacemente il FTS farà rispettare i requisiti aggiornati sugli indirizzi IP contro gli operatori che non si conformano. Il settore del mining russo è stato storicamente difficile da controllare, specialmente nelle regioni dove le autorità locali sono solidali con i miner. Il governo centrale sembra scommettere che rendere il registro più granulare — e collegarlo ai dati energetici — cambierà le carte in tavola per gli operatori disposti a rischiare di operare fuori dai registri.
Il prossimo sviluppo concreto da osservare: quanti miner aggiorneranno volontariamente le loro voci di registro prima che il FTS inizi a incrociare i dati energetici. Il ministero non ha annunciato un periodo di grazia, e l'emendamento al registro è già approvato. Per i miner che operano nelle regioni russe con stress energetico, la finestra per mettersi in regola potrebbe chiudersi più velocemente del previsto.




