Il governo militare del Myanmar ha proposto l'ergastolo e la pena di morte per le frodi legate alle criptovalute, intensificando la repressione degli asset digitali in un contesto di divieto nazionale ancora in vigore. La proposta, riportata per la prima volta dai media locali il 14 maggio, trasformerebbe i reati legati alle criptovalute in crimini capitali ai sensi delle leggi anticorruzione e antifrode esistenti.
Cosa dice la bozza di legge
La bozza di emendamento, presentata dal Consiglio di Amministrazione dello Stato controllato dai militari, prende di mira gli “atti fraudolenti” che coinvolgono le criptovalute. Se approvata, una condanna potrebbe significare l'ergastolo o la pena di morte. Il linguaggio è ampio: copre qualsiasi transazione crypto che le autorità ritengano ingannevole, lasciando ampia discrezionalità nell'applicazione.
Nessuna crypto legale in Myanmar dal 2023
Il Myanmar ha vietato il trading e il mining di criptovalute dall'inizio del 2023, quando la giunta ha ordinato agli operatori di telecomunicazioni di bloccare i siti web di exchange crypto e ha avvertito che gli asset digitali potrebbero destabilizzare il kyat. Il divieto non ha fermato un mercato peer-to-peer piccolo ma attivo, principalmente tramite gruppi Telegram. Questa nuova proposta di pena è la mossa più aggressiva della giunta per eliminare quell'attività clandestina.
Perché la pena di morte
Il Myanmar ha già la pena di morte prevista per omicidio, tradimento e alcuni reati di droga, ma le esecuzioni sono rare. L'ultima esecuzione ufficiale da quando i militari hanno preso il potere nel 2021 è stata quella di quattro attivisti pro-democrazia nel 2022, suscitando condanne internazionali. Aggiungere la frode crypto a questa lista è un passo sorprendente: tratta l'inganno finanziario come un reato contro lo Stato.
Cosa succede dopo
La bozza necessita ancora dell'approvazione formale del Consiglio e probabilmente della firma del capo della giunta Min Aung Hlaing. Non è stato annunciato alcun calendario. Anche senza un voto finale, il messaggio è chiaro: chiunque venga sorpreso a fare trading di crypto in Myanmar rischia non solo la libertà, ma la vita.



