Più di un funzionario su cinque dell'amministrazione Trump detiene complessivamente 193 milioni di dollari in criptovalute, mentre nessun membro del gabinetto del presidente Biden possiede asset digitali, secondo una nuova analisi. Il divario è il più ampio mai registrato tra amministrazioni consecutive e sta già alimentando il dibattito su come gli interessi finanziari personali possano influenzare le decisioni normative.
I numeri
L'analisi copre le dichiarazioni finanziarie di alti funzionari e membri di livello ministeriale. Dei circa 200 funzionari dell'amministrazione Trump esaminati, il 22% ha dichiarato di detenere criptovalute per un totale di 193 milioni di dollari. Le partecipazioni individuali più consistenti erano in bitcoin ed ether, sebbene sia emersa anche una gamma di altcoin. Nessun membro del gabinetto Biden — dal Tesoro al Commercio agli Esteri — ha elencato criptovalute nei propri moduli di dichiarazione.
Regolatori e legislatori di entrambi gli schieramenti osservano attentamente la disparità. I critici sostengono che un'amministrazione con molte criptovalute potrebbe essere di parte verso una supervisione più lasca, mentre i sostenitori affermano che le partecipazioni riflettono semplicemente un approccio più tecnologico alla finanza personale. In ogni caso, la divisione significa che le due amministrazioni affrontano la politica degli asset digitali da prospettive personali fondamentalmente diverse. La SEC, la CFTC e il Tesoro svolgono tutti un ruolo nella regolamentazione delle criptovalute, e i loro vertici provengono da questi stessi gruppi di funzionari.
Fiducia del mercato
Il sentiment degli investitori è stato sensibile ai segnali provenienti da Washington. Il rapporto arriva proprio mentre il Congresso discute un paio di progetti di legge che chiarirebbero se i token crittografici siano titoli o materie prime. Se l'amministrazione Trump dovesse allentare l'applicazione delle norme o accelerare le approvazioni, gli oppositori indicheranno le partecipazioni personali come prova di un conflitto di interessi. Se non cambierà nulla, i sostenitori sosterranno che i dati non dimostrano nulla. In ogni caso, la cifra di 193 milioni di dollari è ora un punto di discussione in ogni audizione della commissione.
Non è stata fissata alcuna tempistica per un eventuale esame etico formale, ma i gruppi di controllo hanno già presentato richieste di documenti pubblici per ottenere maggiori dettagli su come i funzionari gestiscono i loro portafogli di criptovalute durante il mandato.




