Un attacco con drone ha colpito navi di gas naturale liquefatto nel porto egiziano di Damietta, segnando una netta escalation delle minacce alle infrastrutture energetiche nel Mediterraneo. L'attacco, avvenuto nei giorni scorsi, solleva immediate preoccupazioni sulla sicurezza delle rotte di approvvigionamento del GNL e sulla più ampia stabilità geopolitica della regione.
L'attacco a Damietta
Damietta è uno dei principali hub di esportazione del GNL egiziano, da cui partono carichi destinati ai mercati globali. L'attacco ha colpito le navi ormeggiate nel porto, ma l'entità dei danni resta ancora poco chiara. Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità e le autorità egiziane non hanno rilasciato dettagli su vittime o interruzioni operative.
L'incidente è l'ultimo di una serie di attacchi a infrastrutture energetiche nel Mediterraneo orientale, una regione diventata un punto caldo per le tensioni tra attori statali e non statali. La vicinanza del porto al Canale di Suez e il suo ruolo nella catena di approvvigionamento del GNL per l'Europa lo rendono un bersaglio particolarmente sensibile.
Rischio crescente per l'energia nel Mediterraneo
L'attacco segnala che le infrastrutture energetiche del Mediterraneo sono sempre più vulnerabili. Oleodotti, terminal e rotte marittime sono state a lungo considerate relativamente sicure, ma l'uso di droni contro gli impianti portuali cambia questa prospettiva. L'attacco a Damietta potrebbe spingere aziende e governi a riconsiderare i protocolli di sicurezza per gli asset energetici critici.
L'Egitto si stava posizionando come hub energetico regionale, con nuove scoperte di gas e una maggiore capacità di esportazione di GNL. Qualsiasi interruzione prolungata a Damietta avrebbe ripercussioni su mercati già tesi a causa della riduzione dei flussi di gas russo verso l'Europa.
L'equilibrio dell'offerta globale di GNL
Il GNL è una merce scambiata a livello globale e qualsiasi minaccia a un importante terminal di esportazione può rapidamente influenzare prezzi e catene di approvvigionamento. Il porto di Damietta gestisce una quota significativa delle esportazioni egiziane di GNL, che nel 2023 hanno totalizzato circa 8 milioni di tonnellate. Una chiusura prolungata rimuoverebbe quel volume da un mercato in cui gli acquirenti già competono per i carichi.
I paesi europei, in particolare, hanno aumentato la loro dipendenza dal GNL dall'inizio della guerra in Ucraina. Un'interruzione a Damietta li costringerebbe a cercare forniture alternative da Stati Uniti, Qatar o altri produttori, con il possibile aumento dei prezzi. L'attacco evidenzia anche la fragilità del modello di consegna just-in-time che è alla base del commercio globale di GNL.
Entrano in gioco anche le dinamiche geopolitiche. Il Mediterraneo orientale ha visto una crescente presenza navale di diverse potenze e l'uso di droni contro navi commerciali potrebbe coinvolgere attori regionali. L'attacco potrebbe essere collegato a conflitti più ampi in Medio Oriente, anche se non è stata confermata alcuna connessione diretta.
Gli investigatori stanno lavorando per determinare l'origine del drone e se l'attacco sia stato un episodio isolato o parte di una campagna coordinata. Le operazioni del porto sono state parzialmente sospese in attesa di valutazioni di sicurezza. L'impatto completo sulle spedizioni di GNL e sui prezzi globali sarà più chiaro nei prossimi giorni.




