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Navi collegate all'Iran zigzagano nel Golfo mentre gli USA impongono il blocco; il mercato prevede l'11,5% di possibilità di normalizzazione dello Stretto entro il 31 agosto

Navi collegate all'Iran zigzagano nel Golfo mentre gli USA impongono il blocco; il mercato prevede l'11,5% di possibilità di normalizzazione dello Stretto entro il 31 agosto

Manovre evasive nel Golfo

Le petroliere stanno cambiando rotta bruscamente, usando un andamento a zigzag per eludere le forze navali statunitensi. La tattica rende più difficile per le navi pattuglia prevedere le traiettorie delle imbarcazioni e intercettarle. Il blocco USA mira a interrompere le esportazioni di petrolio iraniano e impedire le spedizioni di armi, ma le petroliere continuano a testare i limiti.

Lo zigzag è un metodo di evasione comune in acque dove sono attivi i controlli sulle sanzioni. Costringe gli intercettori a lunghi inseguimenti, spesso ad alta velocità. La Marina statunitense mantiene una presenza nel Golfo, e le manovre sono una risposta diretta a quella pressione.

Il mercato delle scommesse segnala basse probabilità di normalizzazione

I dati provenienti da un mercato di previsione decentralizzato mostrano una probabilità dell'11,5% che lo Stretto di Hormuz torni alla normalità entro la fine di agosto. La cifra deriva dal prezzo dei contratti che pagano se la via d'acqua sarà aperta al traffico regolare entro quella data. I trader attualmente scommettono su una bassa possibilità di risoluzione.

I mercati di previsione sono diventati un modo per valutare il rischio geopolitico in tempo reale. L'11,5% implica che il mercato si aspetta che le interruzioni continuino. Se la situazione migliorasse, il prezzo salirebbe; se peggiorasse, scenderebbe.

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