L'amministratore della NASA Jared Isaacman ha annunciato i piani per costruire una base lunare permanente, con le prime missioni astronautiche previste per il 2028 e l'obiettivo di un'occupazione a lungo termine negli anni '30. Il programma, guidato dal manager Carlos García-Galán, mira a stabilire un insediamento autosufficiente che utilizzi le risorse lunari. La Cina ha ambizioni quasi identiche, dando vita a una competizione nazionalistica che riecheggia la prima corsa allo spazio.
Perché il polo sud lunare
La base è prevista al polo sud lunare, dove il ghiaccio d'acqua si trova in crateri permanentemente in ombra. Quel ghiaccio potrebbe fornire acqua potabile, ossigeno respirabile e carburante per razzi. La bassa gravità della Luna rende anche i lanci dalla sua superficie molto più efficienti dal punto di vista energetico rispetto a quelli dalla Terra, un vantaggio chiave per qualsiasi insediamento a lungo termine. Ma gli stessi crateri che contengono il ghiaccio sono terribilmente freddi—sotto i –410 °F—e le aree circostanti oscillano da oltre 250 °F alla luce del giorno a meno di –200 °F di notte, con 14 giorni consecutivi di luce solare seguiti da 14 giorni di buio.
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La lista dell'hardware
I piani della NASA includono droni, lander robotici, satelliti per le comunicazioni, una centrale nucleare, terrari per piante, sensori per terremoti lunari e scout meccanizzati per esplorare i crateri alla ricerca di acqua. Si prevede che robot autonomi costruiranno, manterranno ed espanderanno la base. L'idea è renderla autosufficiente, facendo affidamento sui materiali lunari invece che su un rifornimento costante dalla Terra. È un compito arduo. La Luna non ha atmosfera, quindi le radiazioni cosmiche e i micrometeoroidi sono minacce costanti. La polvere lunare è appiccicosa, corrosiva e pericolosa sia per le attrezzature che per i polmoni. Simon Middleburgh, co-direttore del Nuclear Futures Institute presso l'Università di Bangor nel Galles, ha sottolineato le sfide di operare in un ambiente del genere—sebbene i fatti non includano una sua citazione diretta.
Il ruolo dell'Europa e il fattore Cina
L'Agenzia Spaziale Europea, guidata dal Direttore Generale Josef Aschbacher, sta osservando attentamente. L'ESA ha le proprie ambizioni lunari, ma la dinamica USA-Cina è il motore principale. Entrambe le nazioni vogliono rivendicare le aree più ricche di risorse, e il polo sud è il terreno più ambito. La base potrebbe coprire centinaia di miglia quadrate, creando di fatto una nuova frontiera per la competizione territoriale.
Cosa significa per le criptovalute
Nulla, almeno non direttamente. Si tratta di un programma spaziale governativo con una tempistica misurata in decenni. I mercati delle criptovalute sono attualmente concentrati sull'andamento del prezzo di Bitcoin, sulle notizie normative e sui segnali macroeconomici. La base lunare non cambierà questo. Ma c'è una storia di secondo livello: se l'estrazione di risorse spaziali diventerà reale, potrebbe spostare la spesa pubblica e il capitale speculativo verso le imprese spaziali, potenzialmente a scapito di altri settori tecnologici. I progetti blockchain che lavorano su infrastrutture decentralizzate, hardware resistente alle radiazioni o networking tollerante ai ritardi potrebbero eventualmente trovare casi d'uso nelle comunicazioni lunari. È una prospettiva molto lontana. Per ora, i trader dovrebbero ignorare questa notizia e monitorare i livelli di supporto di BTC e l'indice Paura e Avidità, che si attesta a 57 (Avidità).
La prima pietra miliare concreta è la missione astronautica del 2028. La NASA non ha fissato una data di lancio specifica e il programma deve ancora affrontare enormi ostacoli ingegneristici. Se la base diventerà una realtà o si bloccherà come tanti ambiziosi progetti spaziali è la domanda aperta.


