Un mercato delle previsioni sta ora valutando una probabilità del 15% che il petrolio greggio raggiunga un nuovo massimo storico entro il 31 dicembre, con le probabilità di raggiungere tale traguardo entro il 30 settembre attestate al 7,4%. Le scommesse arrivano mentre i trader valutano il rischio di un'impennata dei prezzi a 250 dollari al barile in mezzo all'escalation delle tensioni con l'Iran.
Cosa dice il mercato delle previsioni
\nIl mercato, che consente ai partecipanti di scommettere sulla probabilità di eventi specifici, mostra che la probabilità che il petrolio superi il suo precedente record — circa 147 dollari al barile del 2008 — è più che raddoppiata rispetto a un mese fa. La probabilità del 7,4% entro la fine di settembre suggerisce che i trader vedono una possibilità reale, sebbene ancora improbabile, di un picco nel breve termine. Entro fine anno, le probabilità salgono al 15%.
Questi numeri riflettono un mercato che sta prezzando un rischio di coda — un evento a bassa probabilità ma ad alto impatto — piuttosto che una previsione di base. La cifra di 250 dollari menzionata nel mercato delle previsioni rappresenterebbe un balzo di circa il 70% rispetto ai livelli attuali, un movimento che supererebbe di gran lunga il picco del 2022 dopo l'invasione russa dell'Ucraina.
Perché le tensioni con l'Iran contano
\nL'innesco per un tale aumento, secondo la logica implicita del mercato, sarebbe una grave interruzione nello Stretto di Hormuz. Circa il 20% del petrolio mondiale passa attraverso questo stretto passaggio tra Iran e Oman. Qualsiasi tentativo iraniano di bloccare lo stretto — o anche una minaccia credibile — potrebbe far salire i prezzi all'istante.
Nelle ultime settimane si è registrato un netto aumento della retorica tra Washington e Teheran. Gli Stati Uniti hanno inviato ulteriori risorse navali nella regione, mentre l'Iran ha condotto esercitazioni militari vicino allo stretto. Nessuna delle due parti sembra desiderosa di un conflitto diretto, ma il mercato scommette che il rischio di un errore di calcolo sia reale.
I trader di petrolio stanno anche osservando i canali diplomatici. Se i colloqui sul programma nucleare iraniano dovessero fallire, le probabilità di un confronto — e di un'impennata dei prezzi — probabilmente aumenterebbero. La probabilità del 15% entro fine anno del mercato delle previsioni suggerisce che i trader vedono una possibilità su sette circa che qualcosa vada gravemente storto prima di gennaio.
Come sarebbe un nuovo massimo storico
\nL'attuale massimo storico del petrolio di 147,27 dollari al barile è stato stabilito nel luglio 2008, durante un periodo di domanda in forte aumento dalla Cina e di vincoli all'offerta. Corretto per l'inflazione, quel record varrebbe oggi circa 215 dollari. Un movimento a 250 dollari sarebbe un nuovo record nominale e, in termini reali, supererebbe il picco del 2008 di circa il 16%.
Il mercato delle previsioni non specifica esattamente quale prezzo costituirebbe un nuovo massimo storico — chiede semplicemente se il petrolio raggiungerà un livello superiore a qualsiasi chiusura precedente. Dato che l'attuale record è di 145,29 dollari su base di chiusura, qualsiasi chiusura superiore a quella attiverebbe un esito SÌ.
Per contesto, il petrolio veniva scambiato a circa 80 dollari al barile all'inizio del 2025, prima che le paure geopolitiche iniziassero a crescere. Un movimento a 250 dollari significherebbe un triplicamento dei prezzi in pochi mesi, cosa che è accaduta solo durante l'embargo petrolifero arabo del 1973 e la Guerra del Golfo del 1990.
Le probabilità del mercato delle previsioni non sono una previsione ma un'istantanea di dove viene collocato il denaro. Possono cambiare rapidamente con l'arrivo di nuove informazioni — una svolta diplomatica potrebbe portarle quasi a zero, mentre un incidente militare potrebbe spingerle sopra il 50%.
Per ora, il mercato dice che la possibilità di un'impennata storica del petrolio è bassa ma non trascurabile. I prossimi mesi diranno se queste probabilità aumenteranno o svaniranno.



