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Fidelity esorta il Senato ad approvare il CLARITY Act per regole nazionali sugli asset digitali

Fidelity esorta il Senato ad approvare il CLARITY Act per regole nazionali sugli asset digitali

Fidelity Investments, il gestore patrimoniale da 7.100 miliardi di dollari, sta esortando il Senato degli Stati Uniti ad approvare il CLARITY Act — una legge che creerebbe un quadro normativo federale unico per i mercati degli asset digitali. Il team di politiche pubbliche dell'azienda ha pubblicato la richiesta su X, ex Twitter, il 24 luglio.

L'appello sui social media

In un post sul suo account di politiche pubbliche, Fidelity ha chiarito la sua posizione: il Senato dovrebbe agire rapidamente sul CLARITY Act. L'azienda non ha proposto emendamenti né indicato tempistiche. Ha semplicemente esortato i legislatori a prendere in considerazione il disegno di legge.

Il post non menzionava senatori o commissioni specifiche. Ma è arrivato in un momento in cui la regolamentazione degli asset digitali rimane un mosaico di leggi statali e linee guida contrastanti delle agenzie federali. Fidelity vuole che questo cambi.

Perché Fidelity vuole regole federali

Attualmente, le aziende che operano con asset digitali devono spesso districarsi in un labirinto di licenze statali per il trasferimento di denaro e interpretazioni contrastanti della SEC o della CFTC. Fidelity, che gestisce migliaia di miliardi in asset dei clienti, offre propri servizi di custodia e trading di criptovalute. Un regolamento nazionale, sostiene l'azienda, eliminerebbe la confusione e fornirebbe al settore una base giuridica stabile.

Il CLARITY Act stabilirebbe questo standard nazionale. I suoi dettagli precisi non sono pubblici come menzionato nel post di Fidelity, ma l'obiettivo è chiaro: sostituire il caos stato per stato con un unico insieme di regole federali.

Il contesto dietro l'appello

La spinta di Fidelity arriva mentre il Congresso valuta diversi disegni di legge sugli asset digitali. Il CLARITY Act è stato presentato alla Camera e ora attende l'azione del Senato. Le dimensioni dell'azienda danno peso alla sua voce — quando un'impresa che gestisce 7.100 miliardi di dollari chiede chiarezza, i legislatori tendono ad ascoltare.

Ma il Senato non ha ancora programmato un voto. Il post del 24 luglio è l'ultimo tentativo di Fidelity di spingere il processo avanti. Se la camera lo affronterà prima della fine della sessione rimane una questione aperta.