Il Comitato Bancario del Senato statunitense ha approvato questa settimana il CLARITY Act, un provvedimento volto a fornire chiarezza a livello federale nella regolamentazione delle criptovalute. Tuttavia, Ermo Eero, CEO del provider di portafogli a custodia diretta Ironwallet, non lo definisce una svolta. In una dichiarazione, Eero ha affermato che la legislazione è 'non ancora il momento Bretton Woods per le criptovalute' — un riferimento esplicito all'accordo del 1944 che ha ridefinito la finanza globale.
Cosa ha detto Eero sul provvedimento
Eero ha riconosciuto il CLARITY Act come un passo avanti, ma ha chiarito che non raggiunge l'ambizioso quadro internazionale che molti nel settore delle criptovalute speravano. 'Non è ancora il momento Bretton Woods', ha dichiarato, sottolineando che il settore continua a mancare di un trattato fondamentale simile a quello che ha ridefinito il sistema monetario del dopoguerra. Le sue dichiarazioni suggeriscono che, sebbene i legislatori statunitensi stiano muovendo passi in avanti, il provvedimento da solo non risolverà il caos regolamentare transfrontaliero.
I limiti della legge statunitense
Il CEO di Ironwallet ha avvertito che la legislazione unilaterale americana non può sostituire i trattati internazionali reciproci. Le criptovalute sono per loro natura globali, ha sottolineato — un punto che risuona con qualsiasi operatore di exchange o portafoglio che abbia affrontato regole contrastanti tra diverse giurisdizioni. Le osservazioni di Eero arrivano mentre il CLARITY Act si avvia verso il voto finale al Senato, dove si prevede un intensificarsi del dibattito sulla sua portata. Senza trattati, anche una legge statunitense solida lascia lacune che i malintenzionati possono sfruttare.
Un appello all'autoregolamentazione
Eero non si è limitato a criticare il provvedimento. Ha sottolineato che il settore delle criptovalute deve costruire una fiducia istituzionale autentica autoregolamentandosi internamente, invece di combattere la supervisione esterna. È una valutazione schietta da parte di un CEO la cui azienda opera nel settore degli hot wallet — un segmento che ha vissuto numerose violazioni e scandali. Se il settore non si ripulirà, Eero ha sottolineato, saranno i regolatori a farlo al posto loro, con risultati potenzialmente meno flessibili del CLARITY Act.
Il Senato dovrebbe discutere il provvedimento più tardi in questo mese. Se la sfida di Eero all'autoregolamentazione verrà ascoltata oppure se il prossimo grande scandalo forzerà la questione rimane la domanda aperta che aleggia su questa vicenda.




