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OKX punta a una partecipazione del 20% in Coinone per entrare in Corea del Sud

OKX punta a una partecipazione del 20% in Coinone per entrare in Corea del Sud

OKX sta cercando di acquistare una partecipazione del 20% nell'exchange sudcoreano Coinone, una mossa che darebbe alla piattaforma offshore un punto d'appoggio in uno dei mercati crittografici più strettamente regolamentati dell'Asia. L'accordo, ancora in fase di negoziazione, segnerebbe l'ingresso più diretto di OKX in Corea del Sud dopo anni di attività ai margini.

Perché Coinone ha senso

Coinone è uno dei quattro exchange che detengono una partnership per conti con nome reale con banche locali — un requisito di licenza per il trading in won. Con Upbit che domina circa il 70% del mercato, Coinone è più piccolo ma possiede comunque il timbro normativo di cui OKX ha bisogno. Una partecipazione di minoranza evita il peso completo dei requisiti di governance locali, mantenendo aperta la porta per una mossa più grande in seguito.

L'ostacolo normativo

La Commissione per i Servizi Finanziari (FSC) della Corea del Sud richiede che qualsiasi exchange che serve residenti locali si registri e si sottoponga a obblighi di segnalazione. OKX attualmente non possiede una licenza. Acquistando una partecipazione in Coinone, sfrutterebbe di fatto l'infrastruttura di conformità di Coinone. Ma le autorità di regolamentazione sono diventate diffidenti nei confronti delle piattaforme straniere che acquistano quote di exchange locali. La FSC ha segnalato che esaminerà attentamente qualsiasi accordo che potrebbe consentire a operatori non registrati di servire utenti coreani attraverso la porta di servizio.

Né OKX né Coinone hanno confermato le trattative. Se l'accordo dovesse procedere, necessiterà dell'approvazione del consiglio di amministrazione di Coinone e probabilmente di un via libera dalle autorità finanziarie. OKX è stata aggressiva nell'espandere la propria presenza globale quest'anno — solo questo mese ha lanciato servizi in Brasile e ottenuto una licenza a Dubai. La Corea del Sud è il prossimo grande obiettivo, ma se le autorità di regolamentazione la lasceranno entrare rimane la domanda aperta.