Tether, la società che emette la stablecoin USDT, ha congelato questa settimana un importo record dei suoi token. L'azione è arrivata subito dopo che le autorità statunitensi hanno sequestrato 500 milioni di dollari a entità iraniane.
Importo record del congelamento
Il numero esatto di token congelati non è stato divulgato, ma Tether ha confermato che si tratta del più grande congelamento nella storia dell'azienda. In precedenza, i congelamenti avevano preso di mira fondi legati a hack o violazioni delle sanzioni, ma questo li supera tutti. La mossa blocca di fatto quegli USDT — non possono essere scambiati o spostati senza l'approvazione dell'emittente.
Collegamento al sequestro iraniano
Il sequestro da parte degli Stati Uniti di mezzo miliardo di dollari all'Iran sembra essere il fattore scatenante. Il team di conformità di Tether ha probabilmente identificato gli indirizzi collegati ai fondi sanzionati e li ha bloccati. L'azienda ha da tempo dichiarato di collaborare con le forze dell'ordine per prevenire l'uso illecito della sua stablecoin. Questo congelamento rende concreta tale politica su una scala mai vista prima.
Posizione di Tether sulla conformità
Tether si è costruita una reputazione per la collaborazione con regolatori e forze di polizia. Congela regolarmente i token quando richiesto e mantiene una lista nera di indirizzi che violano i suoi termini. Il congelamento legato all'Iran sottolinea che l'azienda è disposta ad agire con decisione quando sono in gioco grandi somme di denaro. Per gli utenti di criptovalute che apprezzano la resistenza alla censura, la mossa è un promemoria che le stablecoin non sono al di là della portata del potere statale.
Cosa succede agli USDT congelati
I token congelati rimangono in una situazione di stallo. Non possono essere spesi a meno che Tether non li sblocchi — cosa improbabile date le circostanze. Le autorità statunitensi potrebbero chiedere la confisca del valore sottostante, anche se i meccanismi per trasferire stablecoin congelate al governo sono ancora in fase di definizione. Il caso solleva una domanda a cui Tether non ha ancora risposto completamente: chi controlla in ultima analisi il denaro quando un emittente di stablecoin si piega a un ordine di sequestro?



