Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è ridotto a un filo. Solo cinque navi stanno ora attraversando il corso d'acqua critico, un calo drammatico che segue una serie di attacchi alle petroliere nella regione. Il crollo sottolinea le tensioni geopolitiche accresciute che potrebbero destabilizzare i mercati energetici globali e il commercio.
Un corso d'acqua silenzioso
I numeri sono impressionanti: solo cinque navi hanno attraversato lo stretto nell'ultimo conteggio. Si tratta di una frazione di ciò che normalmente passa attraverso uno dei punti di strozzatura petroliferi più trafficati del mondo. Il declino arriva dopo ripetuti attacchi alle petroliere, che hanno reso le compagnie di navigazione riluttanti a inviare equipaggi e carichi nella zona.
Gli assicuratori hanno apparentemente aumentato i premi e alcuni operatori hanno deviato le navi intorno alla Penisola Arabica. Ma lo stretto non è facile da evitare. È l'unica via marittima per la maggior parte delle esportazioni petrolifere della regione, e non esiste una alternativa pratica per i milioni di barili che lo attraversano quotidianamente.
Ciò che è in gioco
Lo stretto si trova tra il Golfo Persico e il Golfo dell'Oman, e le sue strette corsie di navigazione trasportano una grande quota del greggio e del gas naturale liquefatto mondiale. Quando il traffico rallenta quasi a zero, gli effetti si propagano verso l'esterno. I prezzi del petrolio hanno già mostrato segni di nervosismo, e i contratti di fornitura a lungo termine vengono rinegoziati sotto l'ombra di interruzioni.
Per il commercio globale, le implicazioni sono serie. Una chiusura prolungata costringerebbe gli acquirenti a cercare energia altrove, ma la capacità di riserva è limitata. I proprietari di petroliere si trovano di fronte a un dilemma: rischiare il viaggio o perdere i ricavi. Finora, il rischio sta vincendo.
Nessuna fine chiara in vista
Gli attacchi che hanno innescato il collasso non sono cessati, e non ci sono segni di una svolta diplomatica. Le corsie di navigazione dello stretto rimarranno probabilmente tranquille finché la situazione della sicurezza non cambierà. Ciò potrebbe significare settimane o mesi di traffico ridotto, a seconda di come si evolveranno gli eventi.
Per ora, le cinque navi che stanno ancora effettuando la traversata sono un promemoria di quanto fragile sia diventato l'equilibrio nella regione. Se il traffico possa tornare ai livelli precedenti è una domanda aperta, e una che i mercati energetici stanno osservando da vicino.




