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Le querce ritardano il germogliamento primaverile dopo gli attacchi dei bruchi, secondo uno studio

Le querce ritardano il germogliamento primaverile dopo gli attacchi dei bruchi, secondo uno studio

Le querce che sono state pesantemente attaccate dai bruchi in un anno ritardano il germogliamento primaverile di circa tre giorni l'anno successivo, secondo uno studio internazionale pubblicato su Nature Ecology and Evolution. Il ritardo priva le larve di bruco appena schiuse del cibo fresco proprio mentre emergono, riducendo drasticamente la loro sopravvivenza. Allo stesso tempo, riduce i danni alle foglie degli alberi di oltre la metà.

Cosa ha misurato lo studio

La ricerca ha monitorato le querce e i bruchi che si nutrono di esse per due anni consecutivi. Nel primo anno, gli alberi hanno subito una grave defogliazione. Quando è arrivata la primavera successiva, gli stessi alberi hanno aperto le loro gemme circa tre giorni dopo rispetto a quanto avrebbero fatto altrimenti. Il cambiamento è piccolo sul calendario ma grande nella vita di un bruco, le cui larve si schiudono in stretta sincronia con il germogliamento e dipendono dalle foglie giovani e tenere per i loro primi pasti.

Nel momento in cui le larve sono emerse, le foglie di cui avevano bisogno non c'erano. Il disallineamento ha ridotto drasticamente la sopravvivenza dei bruchi, secondo lo studio. Gli alberi, nel frattempo, hanno visto i danni alle foglie diminuire di oltre la metà rispetto a quanto avrebbero subito senza il ritardo.

Un ciclo di retroazione scritto nella tempistica

La scoperta indica un ciclo di retroazione insito nella relazione tra le querce e gli insetti che le mangiano. Un anno negativo per i bruchi non danneggia gli alberi solo una volta. Sembra predisporli a essere meno vulnerabili la primavera successiva. Il meccanismo è la tempistica: gli alberi spostano il loro programma, e i bruchi, vincolati a una finestra più ristretta, non riescono ad adattarsi altrettanto rapidamente.

Questo ha importanza al di là del suolo della foresta. I bruchi sono una fonte di cibo cruciale per gli uccelli nidificanti, che sincronizzano la loro riproduzione con il picco dei bruchi. Uno spostamento di tre giorni nel germogliamento — e il conseguente crollo delle larve — può ripercuotersi lungo la catena alimentare. Lo studio non misura questi effetti indiretti, ma il disallineamento temporale che documenta è il tipo di perturbazione che gli ecologi osservano attentamente.

Perché tre giorni sono un grosso problema

Tre giorni non sembrano molti. In fenologia — lo studio della tempistica stagionale — è la differenza tra un pasto e un ramo vuoto. Il germogliamento delle querce e la schiusa dei bruchi sono tra gli eventi più strettamente sincronizzati nelle foreste temperate. Le larve hanno una breve finestra per nutrirsi prima che le foglie diventino coriacee e meno nutrienti. Se la perdono, la maggior parte di loro non sopravvive.

La risposta degli alberi sembra una difesa che opera attraverso le stagioni, non solo all'interno di una. Invece di produrre tossine o foglie più dure al momento, le querce spostano efficacemente la tavola. I bruchi arrivano e trovano i piatti vuoti. Il risultato è un forte calo del loro numero e un carico più leggero per gli alberi.

Cosa resta ancora sconosciuto

Lo studio non spiega come gli alberi percepiscano un anno negativo per i bruchi e portino quel segnale nella primavera successiva. Se il segnale sia immagazzinato nelle gemme, nel legno o altrove è una domanda che la ricerca lascia aperta. Non è nemmeno chiaro quanto duri l'effetto, o se valga per diverse specie di querce e climi.

Ciò che i dati mostrano è che il ritardo di un anno degli alberi ripaga due volte: meno bruchi sopravvivono, e gli alberi sopravvissuti perdono meno della metà dell'area fogliare che altrimenti avrebbero perso. Per chiunque monitori la salute delle foreste, la prossima domanda è se un clima che si riscalda — che può anticipare il germogliamento — indebolirà o rafforzerà questa difesa temporale. Lo spostamento di tre giorni dello studio fornisce ai ricercatori un numero da tenere d'occhio.