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La rupia indiana tocca il minimo storico di 96,9 per dollaro tra deflussi e prezzi del petrolio

La rupia indiana tocca il minimo storico di 96,9 per dollaro tra deflussi e prezzi del petrolio

Mercoledì la rupia indiana è scivolata al minimo storico di 96,9 contro il dollaro statunitense, concludendo una striscia di otto giorni di ribassi che ha scosso i mercati. La valuta ha perso circa il 6% da fine febbraio, quando veniva scambiata vicino a 87 per dollaro, e il deprezzamento cumulativo dal 2009 supera ora il 50%.

Perché la rupia continua a scendere

Gli investitori esteri di portafoglio hanno ritirato oltre 22 miliardi di dollari dalle azioni indiane quest'anno, esercitando una pressione incessante sulla rupia. L'esodo avviene mentre il conflitto USA-Iran rimane in stallo, con lo Stretto di Hormuz di fatto chiuso. Ciò ha fatto impennare i prezzi del petrolio greggio, gonfiando la bolletta delle importazioni indiane e ampliando il deficit commerciale.

Per arginare i deflussi di dollari, il governo ha aumentato i prezzi del carburante e alzato i dazi sulle importazioni d'oro. Ma queste misure hanno fatto poco per arrestare la caduta. Il declino della rupia si è accelerato dopo fine febbraio, quando le tensioni geopolitiche e gli aumenti globali dei tassi di interesse hanno iniziato a colpire duramente i mercati emergenti.

L'appello di Modi e le misure ufficiali

Il Primo Ministro Narendra Modi ha esortato i cittadini a risparmiare carburante ed evitare viaggi all'estero non essenziali, un raro appello diretto volto a ridurre la domanda di dollari. Il governo ha anche alzato i dazi sulle importazioni d'oro, cercando di contenere una delle principali fonti di spesa in valuta estera dell'India.

Gli aumenti dei prezzi del carburante, attuati in più fasi, hanno aggiunto costi alle famiglie, ma i funzionari sostengono che aiutano a ridurre il deficit delle partite correnti. Resta da vedere se questi passi possano stabilizzare la valuta.

Prospettive di mercato: 100 per dollaro all'orizzonte?

Società di investimento tra cui Aberdeen Investments, MetLife e Gamma Asset Management prevedono un ulteriore indebolimento della rupia, con la possibile rottura della soglia di 100 per dollaro. Le loro previsioni riflettono la continua fuga di capitali e i prezzi elevati del petrolio, senza una soluzione visibile nello stallo USA-Iran.

La Reserve Bank of India non ha ancora segnalato un intervento diretto sul mercato dei cambi. I trader osservano attentamente qualsiasi mossa per rallentare il ritmo del deprezzamento, ma finora la banca centrale ha tenuto le armi spente.

La grande domanda ora è se la rupia possa mantenersi vicino ai livelli attuali o se la prossima fase di vendite la porterà oltre 100. La risposta dipende dai prezzi del petrolio, dal sentiment degli investitori esteri e da come il governo gestirà le pressioni fiscali con la stabilità valutaria.