Il fondo di dotazione dell'Università di Harvard ha venduto l'intera posizione in Ethereum (ETH), concludendo un esperimento trimestrale con la criptovaluta. La mossa, confermata da fonti vicine alla strategia del fondo, arriva mentre il mercato delle criptovalute continua a scivolare e l'entusiasmo istituzionale per gli asset digitali si raffredda.
Perché Harvard ha premuto il grilletto
La scommessa di Harvard su ETH è stata breve: ha detenuto l'asset per un solo trimestre prima di decidere di liquidarlo. Il calo del sentiment degli investitori e il persistente mercato ribassista delle criptovalute sembrano aver guidato la decisione. Il fondo di Harvard, che gestisce circa 50 miliardi di dollari, è noto per il suo approccio cauto e a lungo termine, quindi un'uscita rapida non è una grande sorpresa.
La vendita segnala anche che persino le istituzioni con profonde tasche non sono disposte a cavalcare l'attuale fase ribassista. Altri fondi di dotazione e fondi pensione hanno ridotto l'esposizione alle criptovalute quest'anno, e la mossa di Harvard si aggiunge a questa narrazione.
Cosa dice la vendita sul crypto istituzionale
Harvard si era già cimentata nel mondo delle criptovalute: è stata un'investitrice precoce in startup blockchain e ha anche sostenuto un fondo crypto. Ma detenere una posizione spot in un token importante come Ethereum è stato un passo avanti. Il fatto che sia durato solo un trimestre suggerisce che l'appetito al rischio del fondo per l'esposizione diretta alle criptovalute è estremamente limitato.
Il mercato ribassista non ha aiutato. Con ETH in forte calo rispetto ai massimi e pochi segnali di una ripresa a breve termine, il calcolo è cambiato. Meglio tagliare la posizione e reinvestire il capitale altrove piuttosto che restare su un'operazione in perdita che potrebbe peggiorare.
Harvard non è sola. Diversi fondi di dotazione universitari che si sono immersi nelle criptovalute durante il rally del 2024-2025 hanno poi fatto marcia indietro. La volatilità e l'incertezza normativa rendono difficile l'integrazione per fondi che necessitano di rendimenti prevedibili per sostenere le spese annuali.
Per ora, la posizione di Harvard in Ethereum è zero. Se il fondo riacquisterà in futuro dipenderà dalle condizioni di mercato e forse da un cambiamento di sentiment. Ma la vendita di questo trimestre è un segnale chiaro: il crypto istituzionale non è morto, ma è in pausa.




