Il CEO di Qualcomm Cristiano Amon afferma che le aziende di AI stanno 'iniziando a fare telefoni' e stanno chiedendo alla sua azienda di supportare l'esecuzione continua di modelli linguistici di grandi dimensioni locali da 100 miliardi di parametri entro il 2028. Amon ha rilasciato queste dichiarazioni in un'intervista con Alex Heath di Sources, dove ha anche discusso del sentiment sull'AI in Cina rispetto agli Stati Uniti, di come l'AI sta cambiando smartphone e dispositivi indossabili, della strategia di Qualcomm per i data center e di cosa sbloccherà il 6G.
Cosa stanno chiedendo le aziende di AI
I LLM locali con quel numero di parametri sono una bestia diversa dai piccoli modelli che girano oggi sui telefoni. Eseguirne uno continuamente significa che il modello non dorme mai — è sempre attivo, sempre pronto, sempre energivoro. Questo è un problema hardware tanto quanto software, e spiega perché le aziende di AI stanno bussando alla porta di Qualcomm invece di limitarsi ad acquistare crediti cloud.
📊 Istantanea dei dati di mercato
Amon non ha nominato quali aziende di AI stanno facendo la richiesta, né quali produttori di telefoni potrebbero lanciare i primi dispositivi costruiti attorno a quelle specifiche. Ciò che è chiaro è che la domanda è abbastanza reale perché il CEO di Qualcomm vi fissi una data: il 2028.
Perché il 2028 continua a saltare fuori
La tempistica coincide con altre due cose su cui Qualcomm sta lavorando: la prossima generazione di chip per AI e il 6G. Amon ha menzionato il 6G nella stessa intervista, e non è una coincidenza. L'inferenza continua on-device a 100 miliardi di parametri richiede larghezza di banda e latenza che le reti attuali faticano a fornire in modo affidabile. Il 6G dovrebbe risolvere questo problema.
Quindi il telefono in questo scenario non è solo un telefono. È un nodo edge con un carico di lavoro AI persistente, connesso a una rete abbastanza veloce da rifornirlo continuamente di contesto aggiornato. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al modo in cui funzionano gli smartphone oggi, dove la maggior parte dell'elaborazione AI pesante viene scaricata sul cloud.
L'angolo crypto che nessuno sta prezzando
Le reti di calcolo e archiviazione decentralizzate hanno passato anni a sostenere che l'inferenza AI si sta spostando dal cloud all'edge. La roadmap di Qualcomm è un punto di validazione per quella tesi, anche se il mercato non la sta ancora trattando come tale.
I progetti che vendono potenza GPU distribuita o archiviazione decentralizzata potrebbero trovare un nuovo flusso di domanda se i LLM on-device necessitano di un livello dati che non risiede sui server di una singola azienda. Questo è il pitch, comunque. Se si traduca in utilizzo effettivo è una questione separata, e è una domanda a cui il settore degli AI-token non ha risposto in modo convincente finora.
Per ora, i trader crypto sembrano ignorare completamente il titolo. Bitcoin si muove lateralmente con volumi bassi, il dominio è alto e le altcoin sentono la stretta. La notizia di Qualcomm è una storia pluriennale, non una storia di oggi.
Cosa tenere d'occhio
La pietra miliare concreta è il 2028. Da qui ad allora, le domande da monitorare sono quali aziende di AI si impegnano pubblicamente su modelli on-device da 100 miliardi di parametri, se Qualcomm nomina partner hardware e se qualcuno di loro pronuncia la parola 'decentralizzato' ad alta voce.
Amon ha piantato una bandierina. Il resto del settore ha due anni per raggiungerla o ritrattarla silenziosamente.



