L'S&P 500 ha chiuso a un massimo storico questa settimana per la prima volta in due mesi, ma i dati citati dall'investitore Michael Burry mostrano che il rally di quattro giorni che lo ha portato lì si è verificato solo tre volte prima — e due di queste si sono verificate intorno al picco della bolla delle dot-com e alla sua fase iniziale di declino.
L'indice è salito dell'1,79% martedì per chiudere a 7.736,52, spinto da utili aziendali solidi e da un allentamento delle tensioni in Medio Oriente. Il rally ha segnato il primo record dell'S&P 500 dall'inizio di marzo, interrompendo una siccità di due mesi.
Un raro schema storico
Secondo i dati BTIG citati da Burry, il rally di quattro giorni dietro il record ha solo tre precedenti: 23 aprile 1999, 21 marzo 2000 e 9 novembre 2020. Le prime due date racchiudono il picco della bolla delle dot-com e le prime fasi del suo crollo. La terza è arrivata subito dopo le elezioni presidenziali del 2020, durante un rally post-elettorale che alla fine si è affievolito.
Lo schema non garantisce una flessione, ma è un'anomalia statistica che storicamente ha preceduto problemi. Due dei tre casi precedenti sono stati seguiti da significativi cali di mercato entro pochi mesi.
Cosa sta guidando il rally attuale
Il balzo di martedì è stato alimentato da una serie di rapporti sugli utili migliori del previsto e da una de-escalation delle tensioni in Medio Oriente. Yardeni Research ha alzato il suo obiettivo di fine anno per l'S&P 500 a 8.250 da 7.700, definendo la nuova stima potenzialmente troppo conservativa data la forza dei profitti aziendali.
Il presidente di Goldman Sachs, John Waldron, ha indicato l'ampliamento della crescita degli utili oltre il settore tecnologico come un fondamentale motore chiave. Ma ha anche segnalato un rischio reale sotto l'ottimismo, senza specificare la natura di tale rischio.
Leadership in restringimento
Nonostante i guadagni in testa, l'ampiezza del rally si sta riducendo. L'S&P 500 ponderato per capitalizzazione ha sovraperformato la sua controparte equiponderata di circa il 4% negli ultimi giorni. Questo divario suggerisce un restringimento della leadership di mercato, con una manciata di grandi titoli che fanno la parte del leone mentre l'indice più ampio arranca.
Questo tipo di divergenza spesso segnala che il rally è fragile. Se i nomi più grandi inciampano, l'indice potrebbe restituire rapidamente i guadagni.
Mercoledì, l'S&P 500 è sceso dello 0,17% a 7.723,55, interrompendo la sua striscia vincente di quattro giorni. Il Dow Jones Industrial Average, tuttavia, ha chiuso a un record per la quinta sessione consecutiva a 54.349, mostrando che il rally è ancora vivo in altri angoli del mercato.
La domanda ora è se l'S&P 500 possa mantenersi sopra 7.700 e ampliarsi, o se lo schema storico si ripeterà. Gli investitori osserveranno i prossimi rapporti sugli utili e i dati economici per avere indizi.




