La domanda apparente di Bitcoin su 30 giorni è scesa a circa -147.000 BTC, il valore più basso dall'inizio del 2026, secondo l'analista di CryptoQuant Darkfost. La metrica misura la nuova emissione meno l'offerta che non si è mossa per oltre un anno: un numero negativo indica che più monete vengono accumulate a lungo termine rispetto a quelle appena coniate assorbite da nuovi acquisti. Al momento della pubblicazione, il Bitcoin veniva scambiato a 77.300 dollari.
Cosa cattura la metrica
La domanda apparente non è un indicatore standard basato sugli ordini di un exchange. È un calcolatore dal lato dell'offerta: si prende l'emissione giornaliera di Bitcoin (circa 900 BTC dall'halving) e si sottrae la quantità di offerta che è rimasta inattiva per più di un anno. Se tale offerta inattiva cresce più velocemente di quanto le nuove monete entrino sul mercato, il numero diventa negativo. Attualmente, è in profondo rosso — il livello più basso dell'anno.
Una lettura negativa prolungata suggerisce che i detentori a lungo termine restano fermi mentre i nuovi acquirenti non si fanno avanti per eguagliare l'emissione. Ciò può creare un lento dissanguamento per i prezzi se la domanda non si riprende. Il tempismo non è dei migliori: il Bitcoin è già sceso dai massimi del 2026, e una metrica della domanda così debole aggiunge carburante alla narrativa ribassista. Darkfost non ha fornito previsioni, ma i dati da soli sono sufficienti a far sì che i trader tengano d'occhio il volume in arrivo.
Il numero della domanda apparente viene aggiornato quotidianamente, quindi le prossime settimane mostreranno se si tratta di una pausa stagionale o di un cambiamento più profondo. CryptoQuant e altre piattaforme on-chain saranno le prime a segnalare eventuali rimbalzi — o ulteriori deterioramenti. Non è ancora emerso alcun catalizzatore specifico per invertire la tendenza.




