Un exploit di sicurezza mirato ai portafogli hardware Coldcard ha causato il furto di circa 89 milioni di dollari in bitcoin, secondo i dati on-chain. In una netta inversione rispetto alla corsa all'auto-custodia seguita al crollo di FTX alla fine del 2022, gli utenti colpiti stanno ora trasferendo i fondi rimanenti agli exchange, un segno che la fiducia nei portafogli hardware ha subito un duro colpo.
Il buco da 89 milioni di dollari
L'exploit, emerso questa settimana, sembra aver compromesso un lotto specifico di dispositivi Coldcard. Il vettore esatto dell'attacco non è stato ancora confermato pubblicamente dal produttore, ma i detective della blockchain hanno tracciato le monete rubate mentre passavano attraverso diversi mixer ed exchange. Coldcard, un marchio popolare tra i maximalisti di bitcoin, non ha ancora pubblicato un'analisi post-mortem completa. La cifra di 89 milioni di dollari rappresenta il valore totale dei bitcoin sottratti dai portafogli degli utenti.
Bitcoin verso gli exchange: un'inversione
I dati di Glassnode mostrano un afflusso netto di bitcoin verso gli exchange centralizzati nelle ultime 48 ore, guidato in gran parte dagli utenti Coldcard. Questo è l'opposto di quanto accaduto dopo il collasso di FTX, quando gli investitori hanno ritirato le monete dagli exchange in massa per detenerle in auto-custodia. Il flusso attuale suggerisce che alcuni utenti ora considerano la custodia presso gli exchange più sicura dei portafogli hardware, almeno per il momento.
Il tempismo non è ottimo per l'industria dei portafogli hardware, che da tempo si è promossa come lo standard di riferimento per la sicurezza. La società madre di Coldcard, Coinkite, ha subito critiche per la sua risposta lenta. L'account di supporto dell'azienda su X ha pubblicato un breve riconoscimento, ma non ha dettagliato un piano di correzione o di compensazione.
Cosa stanno facendo gli utenti ora
Sui forum dedicati a Bitcoin e sui gruppi Telegram, i proprietari di Coldcard stanno condividendo consigli su come migrare verso altri portafogli hardware o verso portafogli software con configurazioni multi-firma. Alcuni stanno semplicemente vendendo i loro bitcoin sugli exchange e passando al contante. L'afflusso verso gli exchange suggerisce un mix di vendite dettate dal panico e un temporaneo spostamento verso la custodia custodiale mentre gli utenti rivalutano la loro configurazione di sicurezza.
Cosa succederà dopo
Coinkite dovrebbe rilasciare un aggiornamento del firmware e un rapporto dettagliato sull'incidente entro la prossima settimana. L'azienda non ha dichiarato se offrirà rimborsi. Nel frattempo, i regolatori in diverse giurisdizioni probabilmente mostreranno interesse: l'exploit è abbastanza grande da attirare l'attenzione delle agenzie che hanno monitorato le falle di sicurezza delle criptovalute. Per ora, il buco da 89 milioni di dollari è un promemoria che anche l'hardware più affidabile può avere un punto cieco.




