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Pham della CFTC afferma che l'agenzia può regolamentare quasi tutte le materie prime, con grandi implicazioni per le criptovalute

Pham della CFTC afferma che l'agenzia può regolamentare quasi tutte le materie prime, con grandi implicazioni per le criptovalute

La commissaria della CFTC Caroline Pham ha dichiarato questa settimana che la sua agenzia ha l'autorità per regolamentare quasi tutte le materie prime — un'affermazione che, se confermata, metterebbe una quota enorme del mercato degli asset digitali sotto la supervisione del regolatore dei derivati anziché della SEC. La dichiarazione arriva nel bel mezzo di una guerra di competenze pluriennale su chi debba vigilare sul trading di criptovalute negli Stati Uniti.

Cosa ha detto effettivamente Pham

La posizione di Pham è chiara: la portata statutaria della Commodity Futures Trading Commission sulle materie prime è sufficientemente ampia da coprire quasi tutto ciò che non è un titolo. Non è una nuova teoria giuridica, ma provenendo da una commissaria in carica ha un peso — è un segnale di come l'agenzia vede il proprio mandato, non solo un argomento accademico.

La conseguenza pratica è semplice. Se la CFTC può trattare la maggior parte dei token come materie prime, allora l'approccio di enforcement ramificato su cui la SEC si è appoggiata per anni — quello costruito sull'argomento che la maggior parte dei token sono titoli non registrati — si scontra con una pretesa concorrente da parte di un regolatore diverso.

Perché il mercato delle criptovalute sta prestando attenzione

Per gli exchange, i broker e gli emittenti di token, l'identità del loro regolatore principale non è un dettaglio burocratico. Determina a quale regime di registrazione sono soggetti, quali informative devono fornire e con quanta aggressività possono quotare nuovi asset.

Una classificazione come materia prima generalmente significa un approccio più leggero, più spazio per prodotti derivati e un percorso più chiaro per le sedi di trading statunitensi. Una classificazione come titolo significa registrazione, informativa ed esposizione legale. Il divario tra questi due esiti è l'intera partita per le imprese cripto americane.

I commenti di Pham non cambiano la legge di per sé. Ma aggiungono pressione a un dibattito che ribolle almeno dall'ultima sessione congressuale, quando diversi disegni di legge hanno tentato di dividere la supervisione tra le due agenzie e per lo più si sono arenati.

Il tempismo non è casuale

Non è un discorso politico astratto. La CFTC ha silenziosamente ampliato la sua impronta nel settore cripto attraverso l'enforcement e la supervisione del mercato, mentre l'approccio della SEC ha attirato sconfitte in tribunale e resistenze congressuali. La dichiarazione di Pham si legge come una rivendicazione di territorio in un momento in cui il confine è genuinamente incerto.

C'è anche un aspetto legato al personale. Pham è stata una delle voci più esperte di criptovalute nell'agenzia, e la sua impostazione conta perché i commissari contribuiscono a stabilire le priorità di enforcement. Quando uno afferma che la CFTC può regolamentare quasi tutte le materie prime, il personale e i partecipanti al mercato lo ascoltano.

Cosa resta irrisolto

La questione centrale — quali token sono materie prime e quali titoli — non sarà risolta dall'osservazione di una commissaria. I tribunali la stanno sgretolando caso per caso, e il Congresso non ha approvato un disegno di legge sulla struttura del mercato. Finché una di queste due cose non accadrà, la CFTC e la SEC continueranno a operare su teorie sovrapposte della propria autorità.

Per ora, osservate se la posizione di Pham si manifesta in azioni concrete della CFTC — registrazioni, lettere di no-action o documenti di enforcement che trattano un token come materia prima. È lì che la retorica diventa politica.