La U.S. Securities and Exchange Commission è attesa per pubblicare un'esenzione innovativa per azioni tokenizzate di terze parti già questa settimana, una mossa che potrebbe ridisegnare il modo in cui vengono scambiate le azioni. L'esenzione consentirebbe a determinati titoli tokenizzati di operare al di fuori dei canali di regolamento tradizionali, ma solleva anche nuove questioni sulla frammentazione del mercato e sulla tutela degli investitori nella finanza decentralizzata (DeFi).
Cosa prevede l'esenzione
L'esenzione della SEC riguarda le azioni tokenizzate—rappresentazioni digitali di azioni tradizionali emesse da terze parti su reti blockchain. Secondo il framework proposto, questi token non dovrebbero essere regolati attraverso la Depository Trust & Clearing Corporation (DTCC) né completare il regolamento tramite il consueto ciclo T+2. In alternativa, gli scambi potrebbero essere regolati quasi istantaneamente su registri distribuiti.
I sostenitori affermano che ciò riduce il rischio controparte e abbassa i costi. I critici temono che crei un mercato a due livelli: uno per le azioni tradizionali e un altro per le loro controparti tokenizzate, ciascuno con regole diverse, profili di liquidità e garanzie di regolamento.
Preoccupazioni sulla frammentazione
La frammentazione del mercato è una preoccupazione centrale. Se le azioni tokenizzate vengono scambiate su piattaforme separate—alcune regolamentate, altre meno—i prezzi potrebbero divergere rispetto all'azione sottostante. Un'azione potrebbe essere scambiata a $100 alla NYSE e a $101,50 su uno scambio tokenizzato, aprendo opportunità di arbitraggio ma anche confondendo gli investitori al dettaglio che si aspettano prezzi uniformi.
La SEC non ha specificato come intende garantire prezzi coerenti o prevenire manipolazioni tra ambienti frammentati. L'esenzione dovrebbe includere delle salvaguardie, ma queste non sono state rese pubbliche.
Tutela degli investitori nella DeFi
La tutela degli investitori nella finanza decentralizzata rimane una questione aperta. Le azioni tokenizzate emesse da terze parti non sono garantite dalla società emittente stessa—si tratta di rappresentazioni sintetiche. Se l'emittente del token fallisce o il contratto intelligente viene sfruttato, i detentori potrebbero non avere diritti sull'azione reale.
L'esenzione della SEC richiederà probabilmente che gli emittenti dei token detengano le azioni sottostanti in custodia e sottopongano a revisioni contabili. Tuttavia, le meccaniche di questa custodia in un contesto DeFi—dove gli asset si muovono tra catene e portafogli—stanno ancora venendo definite.
L'agenzia non ha ancora chiarito se le azioni tokenizzate saranno trattate come titoli ai sensi del test Howey o se rientrino in una nuova categoria. Questa ambiguità aleggia sull'intero piano.
Cosa succede ora
La SEC potrebbe rilasciare l'esenzione già questa settimana, sebbene i tempi esatti dipendano dal voto dei commissari. Una volta pubblicata, l'industria avrà un periodo limitato per i commenti prima che la norma entri in vigore. Diverse aziende crypto e società di intermediazione tradizionali hanno già manifestato interesse nell'offrire prodotti basati su azioni tokenizzate.
Una questione irrisolta: se l'esenzione si applicherà solo alle azioni di società statunitensi o anche a quelle straniere. La SEC non ha commentato questa portata.




