La Financial Conduct Authority ha pubblicato la sua politica finale sulle stablecoin il 30 giugno 2026, rendendo illegale per gli emittenti trasferire interessi o qualsiasi reddito derivante dalle attività di riserva, direttamente o indirettamente, ai detentori di token. Il divieto copre tutto, dai rendimenti espliciti ai moltiplicatori di fedeltà e al cashback finanziato dal reddito delle riserve. La motivazione del regolatore: le stablecoin sono strumenti di pagamento, non prodotti di investimento, e offrire rendimenti crea rischi di corsa agli sportelli e disallineamenti di scadenza.
Perché il divieto di interessi
La FCA classifica le stablecoin come mezzo di pagamento, quindi trasferire rendimenti ai detentori offuscherebbe il confine tra un token di pagamento e un prodotto di risparmio. Il regolatore sostiene che i rendimenti sulle stablecoin potrebbero innescare corse agli sportelli simili a quelle bancarie se i detentori si affrettano a riscattare durante periodi di stress. Il reddito delle riserve deve rimanere presso l'emittente, utilizzato solo per cuscinetti di sicurezza, operazioni, audit e conformità. Il divieto si applica sia ai pagamenti diretti che alle strutture indirette — ad esempio, una piattaforma non può offrire cashback finanziato dagli interessi guadagnati sulle riserve dell'emittente.
Composizione delle riserve e garanzie per gli emittenti
Secondo le regole finali, fino al 70% delle attività di copertura di una stablecoin può essere costituito da debito pubblico britannico a breve termine. Il resto deve essere depositato in depositi infruttiferi presso la banca centrale. Un limite temporaneo all'emissione — inizialmente fissato a 40 miliardi di sterline per moneta — è legato alla supervisione della Banca d'Inghilterra. La FCA ha inoltre stabilito un requisito minimo di fondi propri di 350.000 sterline e ha ridotto la calibrazione K-SII all'1% nel pacchetto finale. Questi cuscinetti sono destinati ad assorbire le perdite senza attingere al reddito delle riserve che altrimenti andrebbe ai detentori.
Trattamento fiscale da aprile 2027
L'HMRC tratterà i rendimenti simili a interessi sulle stablecoin ammissibili come reddito da risparmio a partire da aprile 2027. Si prevede che la modifica riguarderà circa 1,2 milioni di persone che detengono o guadagnano rendimenti su questi token. Il trattamento fiscale si applica solo ai rendimenti che assomigliano a interessi — il divieto di rendimenti pagati dall'emittente significa che la maggior parte dei detentori di stablecoin non vedrà tale reddito dal token stesso, ma le piattaforme terze possono comunque generare rendimenti attraverso prestiti o reipotecazione.
Cosa possono ancora fare le piattaforme
Il divieto della FCA colpisce gli emittenti, non le piattaforme terze. Queste piattaforme possono ancora offrire rendimenti agli utenti prendendo in prestito stablecoin o reipotecandole — attività separate dalla gestione delle riserve dell'emittente. Ciò significa che un utente potrebbe guadagnare un rendimento su una stablecoin attraverso un protocollo di prestito o un exchange centralizzato, purché l'emittente stesso non trasferisca il reddito delle riserve. La distinzione lascia spazio a prodotti che generano rendimenti, ma il design della stablecoin deve rimanere incentrato sui pagamenti.
Le regole entrano in vigore immediatamente. Gli emittenti devono soddisfare il requisito di fondi propri di 350.000 sterline e la calibrazione K-SII all'1%. La salvaguardia di 40 miliardi di sterline per moneta sarà rivista dalla Banca d'Inghilterra. La modifica fiscale arriva ad aprile 2027, dando a piattaforme e detentori il tempo per adattarsi. Se il divieto di interessi rimodellerà il mercato delle stablecoin o semplicemente sposterà l'attività di rendimento verso terzi rimane una questione aperta — una che la FCA dovrà monitorare attentamente.




