La senatrice statunitense Cynthia Lummis sta spingendo il CLARITY Act come pilastro dello sforzo del Congresso per costruire un quadro normativo per gli asset digitali. La repubblicana del Wyoming ha delineato questa settimana tre principali benefici che, secondo lei, il disegno di legge offrirebbe: un posto all'interno di una struttura più ampia per gli asset digitali, maggiori tutele per i consumatori e una supervisione federale più chiara.
I tre benefici evidenziati da Lummis
Lummis ha descritto il CLARITY Act come un pezzo di un puzzle più grande. Ha affermato che contribuirebbe a formare parte di un quadro completo per gli asset digitali, non una soluzione isolata. Questo quadro, ha sostenuto, deve coprire tutto, dalle stablecoin alla struttura del mercato.
Le tutele per i consumatori sono un altro pilastro. La senatrice ha sottolineato le disposizioni del disegno di legge volte a proteggere le persone che acquistano, vendono o detengono asset digitali. Non ha fornito dettagli su come sarebbero queste tutele, ma il messaggio era chiaro: l'attuale mosaico di leggi statali e linee guida federali non è sufficiente.
La supervisione federale è il terzo elemento. Lummis ha affermato che il CLARITY Act chiarirebbe quale agenzia federale ha autorità su quali attività legate agli asset digitali. Questo è stato un dibattito in corso: la SEC e la CFTC hanno entrambe rivendicato competenze, e le aziende si sono lamentate di regole contrastanti.
Dove si inserisce il disegno di legge nella spinta più ampia del Congresso
Il CLARITY Act non è l'unico disegno di legge sugli asset digitali in discussione. I legislatori hanno presentato proposte su stablecoin, struttura del mercato e antiriciclaggio. La stessa Lummis ha co-sponsorizzato altri progetti, tra cui il Responsible Financial Innovation Act. Ma ha inquadrato il CLARITY Act come un passo necessario per collegare questi sforzi.
Il Congresso si confronta con la regolamentazione degli asset digitali da anni. Sono state tenute audizioni, sono state diffuse bozze di legge e i lobbisti del settore hanno invaso Capitol Hill. Nessun pacchetto completo è ancora stato approvato. Il CLARITY Act è uno dei vari progetti che potrebbero avanzare come parte di un accordo più ampio — o potrebbe arenarsi se persistono divergenze.
I commenti di Lummis arrivano mentre la Commissione Bancaria del Senato e la Commissione per i Servizi Finanziari della Camera stanno entrambe programmando discussioni in commissione sulla legislazione sugli asset digitali. La tempistica per un voto in aula sul CLARITY Act rimane poco chiara.
Il disegno di legge è stato assegnato alla commissione. Non è stata fissata alcuna data per il markup. Lummis dovrebbe continuare a fare pressione sui suoi colleghi, in particolare sui democratici che hanno sollevato preoccupazioni riguardo al rischio per gli investitori e all'impatto ambientale. L'attenzione della senatrice sulle tutele dei consumatori e su una supervisione chiara sembra mirata a ottenere un sostegno bipartisan.
Per ora, il CLARITY Act si trova in un insieme di proposte concorrenti. Se diventerà legge — o sarà incorporato in un pacchetto più ampio — dipende da quanto consenso Lummis e i suoi alleati riusciranno a costruire nei prossimi mesi.




