Giovedì il Senato degli Stati Uniti ha fatto avanzare una risoluzione volta a limitare la capacità del presidente Trump di intraprendere azioni militari contro l'Iran senza l'approvazione del Congresso. La misura, sponsorizzata dal senatore democratico Tim Kaine, ha superato un ostacolo procedurale con il sostegno bipartisan, preparando il terreno per un voto finale nei prossimi giorni.
Cosa fa la risoluzione
La risoluzione afferma che il Congresso — non il presidente — ha l'autorità costituzionale per dichiarare guerra. Non impone un ritiro immediato delle forze né taglia i finanziamenti, ma ordina all'amministrazione di cessare qualsiasi ostilità contro l'Iran a meno che il Congresso non autorizzi esplicitamente tale azione o gli Stati Uniti non subiscano un attacco armato imminente. I sostenitori affermano che il disegno di legge è un freno all'eccesso di potere esecutivo, specialmente dopo l'attacco con drone del gennaio 2020 che uccise il generale iraniano Qasem Soleimani.
L'argomentazione di Kaine
Intervenendo in aula al Senato, Kaine ha sostenuto che l'amministrazione Trump ha ripetutamente aggirato le restrizioni sui poteri bellici. "Il Congresso ha il potere di frenare questo conflitto imprudente", ha detto, sottolineando la mancanza di una dichiarazione formale di guerra per qualsiasi impegno militare dal 2001. Il democratico della Virginia ha da tempo spinto per riaffermare l'autorità del Congresso in materia di guerra, e questa risoluzione è il suo ultimo tentativo.
Sostegno bipartisan — ma non sufficiente per superare un veto
Il voto procedurale è passato con 51 sì e 45 no, con otto repubblicani che si sono uniti a tutti i democratici e indipendenti. Tuttavia, tale margine è inferiore alla maggioranza di due terzi necessaria per annullare un veto presidenziale. La Casa Bianca ha già segnalato la sua opposizione alla risoluzione, sostenendo che legherebbe le mani del comandante in capo durante un periodo di accresciuta tensione con l'Iran. La posizione dell'amministrazione significa che la risoluzione affronta una salita in salita anche se supera il Senato.
Prossimi passi
Il Senato dovrebbe tenere un voto finale sulla risoluzione la prossima settimana. Se passa, la misura andrà alla Camera, dove la speaker Nancy Pelosi ha indicato di sostenere una legislazione simile. La tempistica per l'azione della Camera rimane poco chiara, e il presidente non ha ancora detto se porrà il veto al disegno di legge se arriverà sulla sua scrivania. Per ora, il percorso della risoluzione è incerto — ma il voto di giovedì ha dato ai suoi sostenitori una chiara vittoria in una camera spesso divisa lungo linee di partito.




