Il presidente Donald Trump ha dichiarato mercoledì che un conflitto militare su larga scala con l'Iran è improbabile, ma ha lasciato la porta aperta nel caso in cui membri delle forze armate americane muoiano in un attacco. Le sue dichiarazioni, che sembrano ridimensionare le precedenti minacce di una massiccia rappresaglia, potrebbero calmare l'agitazione nei mercati globali, che si stavano preparando a una guerra più ampia in Medio Oriente.
La condizione che potrebbe cambiare tutto
Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, Trump ha legato direttamente la prospettiva di una guerra totale alle vittime statunitensi. Senza vittime tra le forze americane, ha suggerito, la situazione difficilmente si intensificherà in un confronto più ampio. Il commento segna un notevole cambiamento rispetto alla precedente posizione della sua amministrazione, caratterizzata da massima pressione e minacce ripetute di azioni militari contro Teheran.
La condizione in sé non è nuova: la Casa Bianca ha da tempo segnalato che qualsiasi morte di statunitensi scatenerebbe una forte reazione. Tuttavia, il collegamento esplicito da parte di Trump tra una guerra su larga scala e questo limite potrebbe aver ridotto le opzioni di azione che Washington è disposta a intraprendere. Gli ufficiali iraniani non hanno ancora risposto pubblicamente alla dichiarazione.
Calma nel mercato petrolifero — per ora
Gli investitori hanno preso nota. I prezzi del petrolio greggio, che erano aumentati per timore di un'interruzione dell'approvvigionamento a causa di una possibile guerra, sono lievemente diminuiti durante la sessione pomeridiana. Gli analisti hanno affermato che le parole del presidente hanno ridotto la probabilità immediata di un attacco militare che potrebbe bloccare lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un quinto dell'olio mondiale.
Tuttavia, questa tregua potrebbe essere fragile. Il Pentagono ha mantenuto un potenziamento navale nella regione, e i gruppi sostenuti dall'Iran hanno continuato a condurre scontri di basso livello. «Il mercato interpreta questa situazione come un rischio inferiore di una guerra su larga scala», ha dichiarato un stratega delle materie prime richiedendo l'anonimato poiché non autorizzato a parlare pubblicamente. «Ma il rischio non è sceso a zero.»
Quali altri rischi stanno venendo rivalutati
Oltre al petrolio, le dichiarazioni di Trump potrebbero influenzare il modo in cui gli investitori internazionali valutano il rischio geopolitico in modo più ampio. I rendimenti dei Treasury sono leggermente calati con il calo degli acquisti di beni rifugio. Gli operatori del forex hanno inoltre ridotto le aspettative di un improvviso aumento del dollaro legato a uno scenario di crisi.
A Teheran, la reazione dei mercati finanziari è stata moderata. Il rial, che subisce forti pressioni a causa delle sanzioni statunitensi, continua a essere scambiato a tassi neri fortemente scontati. Secondo rapporti di intelligence regionali, il governo iraniano non ha modificato la sua postura militare.
L'incognita principale rimane il comportamento dei gruppi proxy iraniani in Iraq, Siria e Yemen. Anche se Trump insiste nel dire che non inizierà una guerra a meno che non vengano uccisi americani, questi gruppi potrebbero comunque colpire il personale statunitense. Un singolo attacco letale cambierebbe immediatamente i calcoli, mettendo alla prova il limite dichiarato dal presidente. Se la leadership iraniana possa controllare i suoi alleati regionali — o voglia farlo — è la domanda che ora aleggia sul Medio Oriente.




