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Chainalysis segnala uno schema di evasione fiscale da 1 milione di dollari che utilizza Bitcoin Ordinals in Italia

Chainalysis segnala uno schema di evasione fiscale da 1 milione di dollari che utilizza Bitcoin Ordinals in Italia

La società di analisi blockchain Chainalysis ha identificato in Italia uno schema di evasione fiscale da 1 milione di dollari che sfruttava Bitcoin Ordinals e token BRC-20. Il caso segna un nuovo fronte nell'uso di questi asset basati su Bitcoin, relativamente recenti, per reati finanziari.

Cosa ha scoperto Chainalysis

Chainalysis ha segnalato lo schema dopo aver tracciato una serie di transazioni che utilizzavano Ordinals — essenzialmente manufatti digitali inscritti su singoli satoshi — e token BRC-20, uno standard di token costruito sopra gli Ordinals. Il valore totale coinvolto ha raggiunto circa 1 milione di dollari. L'azienda non ha nominato gli individui o le entità dietro lo schema, né le specifiche autorità italiane coinvolte. Ma l'identificazione stessa segnala che le autorità fiscali stanno ora guardando oltre le semplici transazioni in Bitcoin ed Ethereum.

Perché Ordinals e BRC-20

I Bitcoin Ordinals permettono agli utenti di allegare dati — immagini, testo, persino codice — a un singolo satoshi. I token BRC-20 estendono questa idea per creare token fungibili simili agli ERC-20 di Ethereum, tutto sulla blockchain di Bitcoin. Poiché questi asset sono più recenti e meno compresi dalle agenzie fiscali, possono essere utilizzati per oscurare la proprietà o spostare valore senza attivare gli avvisi tradizionali. Lo schema in Italia sembra aver sfruttato proprio questo punto cieco.

Il contesto italiano

L'Italia ha inasprito le sue regole fiscali sulle criptovalute negli ultimi anni, ma l'applicazione si è concentrata principalmente sui guadagni dichiarati dagli exchange e sugli indirizzi di portafoglio legati a piattaforme note. Gli Ordinals e i token BRC-20, che vivono su un livello separato della rete Bitcoin, non compaiono nei report standard degli exchange. Il rilevamento di Chainalysis suggerisce che le autorità fiscali italiane — o le società di analisi che assumono — stanno adattando i loro metodi.

La cifra di 1 milione di dollari non è enorme per gli standard dei crimini legati alle criptovalute, ma il metodo è ciò che conta. Se gli evasori fiscali possono nascondere asset all'interno di satoshi inscritti, i regolatori dovranno ampliare i loro strumenti di sorveglianza ben oltre il solito manuale di tracciamento dei portafogli.

Chainalysis continua a monitorare per individuare schemi simili. Il prossimo passo dell'azienda sarà probabilmente condividere i suoi risultati con le agenzie di polizia europee, anche se non è stato ancora annunciato alcun provvedimento formale.