La Commissione Bancaria del Senato ha fissato per il 14 maggio 2026 l'esame del CLARITY Act, avvicinando il disegno di legge di un passo verso l'istituzione di un quadro normativo federale per i mercati degli asset digitali. La legislazione mira a chiarire la classificazione dei token, la supervisione delle agenzie e la regolamentazione degli intermediari — un obiettivo a lungo ricercato dal settore. Ma un compromesso dell'ultimo minuto sugli incentivi per le stablecoin sta già suscitando una forte opposizione sia da parte dei gruppi bancari che di alcuni dirigenti crypto.
Il compromesso sulle stablecoin
I senatori Thom Tillis e Angela Alsobrooks hanno negoziato un accordo che limita i pagamenti simili a rendimenti sulle detenzioni passive di riserve di stablecoin, consentendo al contempo ricompense legate all'uso attivo — ad esempio spese o transazioni. L'idea era di placare i regolatori preoccupati che le stablecoin potessero funzionare come conti di risparmio non registrati, ma la deroga per le ricompense attive ha lasciato spazio alle aziende crypto per offrire prodotti che assomigliano molto a interessi.
I gruppi bancari, guidati dall'American Bankers Association, si oppongono al compromesso. Sostengono che potrebbe consentire alle aziende crypto di sottrarre depositi agli istituti assicurati offrendo di fatto un conto fruttifero sotto un nome diverso. Le banche vogliono un divieto più severo.
I dirigenti crypto reagiscono
L'amministratore delegato di Coinbase, Brian Armstrong, aveva già ritirato il suo sostegno al disegno di legge a gennaio, citando preoccupazioni sulle restrizioni ai rendimenti delle stablecoin. Ora Paul Grewal di Coinbase e Stuart Alderoty di Ripple stanno rispondendo alle ultime obiezioni del lobbismo bancario. Dicono che il compromesso traccia già una linea chiara tra rendimento passivo e ricompense attive — e che le banche stanno solo cercando di bloccare la concorrenza.
“La distinzione è reale,” ha dichiarato Grewal in una nota. “Le ricompense per l'uso della stablecoin per acquistare un caffè non sono la stessa cosa degli interessi pagati sulle riserve inattive.” Alderoty ha definito la posizione del lobbismo bancario “protezionismo travestito da sicurezza dei consumatori.”
Cosa significa l'esame
Questo esame è un passo procedurale significativo. Il disegno di legge dovrà ancora essere armonizzato con quanto prodotto dalla Commissione Agricoltura del Senato prima di poter arrivare in aula. Kristin Smith del Solana Institute ha definito l'esame un “momento fondamentale” per la politica statunitense sugli asset digitali — sebbene abbia riconosciuto che la battaglia sulle stablecoin non è finita.
Il tempismo non è dei migliori. Una guerra di lobbismo tra banche e aziende crypto potrebbe rallentare lo slancio, e il ritiro anticipato di Armstrong segnala che non tutti nel settore sono d'accordo. Tuttavia, ottenere una data per l'esame significa che la commissione sta trattando il CLARITY Act come un affare vivo.
Cosa succede dopo
La commissione bancaria si riunirà il 14 maggio per votare gli emendamenti e far avanzare il disegno di legge. Se passa, inizia il vero lavoro: armonizzarlo con lo sforzo parallelo della Commissione Agricoltura. La domanda che aleggia nella stanza è se il compromesso sulle stablecoin potrà reggere abbastanza a lungo da mantenere entrambe le parti al tavolo — o se si sgretolerà prima che il disegno di legge arrivi mai al Senato plenario.




