Il 1° ottobre l'FMI ha completato la seconda e la terza revisione del programma di prestito da 1,4 miliardi di dollari concesso a El Salvador, sbloccando un'erogazione immediata di 101,96 milioni di DSP — pari a circa 138 milioni di dollari. Le revisioni erano state bloccate a causa di criteri di performance legati all'accumulo di Bitcoin, e il Fondo le ha approvate solo dopo che le autorità salvadoregne hanno adottato misure correttive e rinnovato l'impegno a limitare ulteriori acquisti statali. È questo lo scambio: fondi immediati a fronte di moderazione sulle riserve.
Le deroghe e ciò che non includono
L'FMI ha concesso deroghe per il mancato rispetto dei criteri di rendimento legati all'accumulo di Bitcoin. In parole povere, El Salvador non ha raggiunto un obiettivo e il Fondo ha chiuso un occhio. Ciò che non ha fatto, tuttavia, è eliminare il vincolo stesso. Nell'ambito del programma non è previsto alcun ulteriore accumulo di Bitcoin al di fuori di donazioni documentate, preservando così il divieto che impedisce al governo di riprendere gli acquisti finanziati con fondi pubblici. L'FMI traccia una linea netta tra le monete acquistate con denaro pubblico e quelle ricevute tramite donazioni documentate. I saldi delle riserve possono aumentare senza che ciò significhi una ripresa degli acquisti governativi. Questa distinzione è fondamentale, poiché fa la differenza tra una donazione che entra in un wallet e un'inversione di rotta politica.
Attualmente El Salvador detiene circa 7.794,37 Bitcoin, per un valore stimato di circa 666,1 milioni di dollari.
Chivo esce dal bilancio pubblico — o quasi
Il governo ha ceduto a un operatore privato la quota di maggioranza e il controllo del wallet statale Chivo. Si tratta di un passaggio auspicato dall'FMI, ma il processo non è ancora concluso. Il Fondo ha precisato che la restante esposizione del settore pubblico deve essere ancora interamente liquidata. Chivo è stato il punto in sospeso più evidente del programma, e la vendita di una quota di maggioranza non chiude la questione se lo Stato mantiene un'esposizione. I termini utilizzati dall'FMI lasciano intendere che la quota residua, per quanto ridotta rispetto all'insieme, rimanga comunque rilevante.
Cosa chiede il Fondo prima della prossima revisione
L'agenda delle priorità prevede tre punti: una maggiore trasparenza sulle disponibilità in criptovalute del settore pubblico, una regolamentazione e una governance più rigorose per i fornitori di asset digitali e modifiche alla Legge sull'Emissione di Asset Digitali ove necessario. Il punto relativo alla trasparenza è quello direttamente collegato alle deroghe. Le prossime revisioni dipenderanno in parte dalla capacità di El Salvador di documentare ogni variazione del proprio saldo in Bitcoin, portando al contempo a termine la dismissione di Chivo e le riforme sulla trasparenza. Se il saldo dovesse variare senza una chiara giustificazione documentale, il governo potrebbe trovarsi costretto a richiedere un'ulteriore deroga prima di poter accedere a nuove tranche del programma.
Secondo il Fondo, il resto del programma procede secondo i piani. Il consolidamento fiscale sta avanzando sostanzialmente in linea con gli obiettivi, mentre i target di riserva e di liquidità sono stati ampiamente raggiunti. L'Extended Fund Facility della durata di 40 mesi è stato approvato a febbraio 2025 ed è strutturato attorno a risanamento di bilancio, riserve più solide e riforme del settore finanziario. Su questi fronti, El Salvador sta rispettando gli impegni assunti.
Il prossimo banco di prova
L'erogazione dei fondi concede tempo, non immunità. Le prossime revisioni verificheranno se il governo sarà in grado di giustificare ogni minima variazione delle proprie riserve in Bitcoin — donazioni incluse — completando al contempo la dismissione di Chivo e attuando le riforme normative e di trasparenza richieste dall'FMI. Qualsiasi accumulo non adeguatamente motivato riporterebbe il governo a dover richiedere deroghe. È questo il fattore chiave da monitorare da qui alla prossima revisione.



